ILLUSTRARE

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e la'..ci vorrebbe un'immagine
" Le motivazioni di una illustrazione oggi sono molteplici;
anticamente sicuramente era tutto piu' diretto e canonizzato,
non esistevano studi approfonditi sull'imprinting, su cio' che
ci rimarra' fissato nella mente anche dopo aver chiuso un libro
od un piego pubblicitario, oggi si da' fortissimo peso a questo,
anche perche' l'immagine spesso parla o vuol parlare al posto
dello scritto, complice di cio' la vita velocissima ed impegnata
che facciamo, il tempo che e' sempre meno anche per noi stessi
e le cose da fare sono sempre di piu', compresse addirittura.

Nello svagarsi privato, con un bel libro in mano il discorso
puo' cambiare; i nostri bambini, se ne vengono forniti, non
fanno mai volentieri a meno delle immagini molto curate e piene
di particolari e specialmente quelli piccolini preferiscono
di gran lunga i libri riccamente illustrati ai video con figure
e prospettive sfuggevoli, han voglia e gli piace vedere, analizzare,
sognare dentro una pagina magari per ore ! beati loro dico.
Farsi illustrare un racconto o una poesia puo' forse a volte
risultare allora quasi un lusso, anche se poi, guardando le
ore e l'impegno di chi esegue non e' che generalmente si venga
poi retribuiti esageratamente, parlo ovviamente nell'ambito
delle mie scelte e vedute personali, che mi suggeriscono pero'
di non intraprendere mai di far il mercante, perche' non sembro
proprio esserci molto portato... nel caso pero' chiedere sempre
un preventivo, io lo fornisco volentieri.
Se
ci si rifa' a modelli esistenti e' piu' facile, se bisogna inventare
qualcosa di unico e nuovo e' molto diverso, puo' occupare anche
parecchio e non solo nella sua esecuzione fisica. Ho iniziato
a mettermi in questa postura indirizzata al nuovo assoluto molto
presto, ora comincio a vedere qualcosa di fruibile; lo offro
da scegliere, da richiedere anche ex novo su indicazione di
chi mi ordina. Quindi un capitello colorato intrecciato a mano
? una colonna instoriata laterale ? un' iniziale personale miniata
? mi cimento, con tutti gli stili, le tinte, gli inchiostri
e le lacche. I miei modelli sono generalmente ispirati al floreale
stilizzato, al liberty, al primo medioevo, ma mi adatto a tutti,
anche riproducendo a punta di china immagini e foto.

Il contorno di decorazione ha quindi ceduto molto il passo al
logo, alla combinazione quasi subliminale di colori associati
a forme stilizzate, studiate attentamente per apparire e lasciarci
il segno appunto. Cio' lo sperimentiamo ovunque, spettatori
di fiancate adesive totali, su metro' che sfrecciano sotto i
neon, teloni vela da tonnellate, issati e tesi su facciate di
venti piani con immagini realistiche totali, delle stesse case
sulle stesse, come anche su di un leggerissimo foglietto pubblicitario
dato al volo dal ragazzino coi pattini, in mezzo al traffico,
dove negli studi pubblicitari, si da' per scontato che tra il
momento in cui tale messaggio ci verra' spinto in mano ed il
cestino sulla strada, passeranno circa dai 3 ai 5 secondi...
bisogna quindi usarli molto bene. Si ritorna forse all'ideogramma
? parrebbe una evoluzione anche logica a questo punto. Basta
guardare nel video che stiamo usando, le icone la fan da padrone,
ma poi nei forum, sui telefonini. Non e' un male, ma la forma
estetica, rispetto al passato sta sicuramente cambiando, non
sembra avere piu' il tempo per volersi-potersi far apprezzare
nei particolari, che non siano quelli di utilizzo pratico e
di immediata memorizzazione. Vogliamo forse per caso sognare
un poco e mentre si legge ? ecco allora un valore aggiunto che
all'emanuensica, anticamente non mancava mai, cioe' l'opera
dell'illustratore-miniatore. Egli era solo uno dei tanti addetti
alla produzione manuale di un libro. Nei monasteri i passaggi
per costruire un libro erano parecchi, esso passava generalmente
tra le mani di minimo 4 persone; c'era l'immancabile amanuense
che scriveva i singoli fogli, poi il loro legatore, poi il miniatore
( che poteva a volte, imprudentemente lavorare dopo il legatore,
secondo la sua bravura ed affidabilita' nel non sbagliare )
ed infine il "sellaio" delle copertine, ma piu' un
monaco era specializzato e bravo in qualunque di questi passaggi
e piu' le mani erano tante, al punto che in alcune Congreghe
c'era addirittura l'addetto alla macinazione e dosatura degli
inchiostri, un'altro alla preparazione degli smalti ed alla
loro custodia, in quanto intrinsecatamente preziosi o veri segreti
quasi da alchimista; inevitabile che vi fosse anche una o piu'
sovraintendenza che concertava e controllava il tutto. Il libro
diventava cosi' anche un'oggetto non solo di sapere, ma anche
di prestigio e di valore speculativo, in certi casi questo era
ed e' ancora considerato tale, purtroppo ed a prescindere dai
suoi contenuti pratici di vera utilitita': il trasmettere cioe'
il sapere.
L'editoria
moderna, dopo un primo periodo di riduzione all'essenziale,
dovuto sopratutto all'avvento della stampa stessa, una vera
rivoluzione della comunicazione e beneficiando oggi delle nuove
tecniche di stampa, ha ricominciato a proporci libri ottimamente
illustrati; l'arrivo della stampa fotoincisa e del colore replicato
a scanner ha poi ottimizzato tutto, al punto che i valori cromatici
degli stessi e di tutto poi, e' una copia se non identica all'originale,
veramente molto simile, all'occhio umano almeno. Il tutto pero'
e' basato e realizzato con la fotografia digitale, dell'intenzione
fisica dell'uomo sulla pagina non v'e' piu' traccia tangibile;
nelle riproduzioni antiche patinate rimane l'impatto stupendo,
ma la profondita', che non e' propriamente accessoria in questi
casi, e' costretta, purtroppo non respira piu' dai pori della
pagina e non si tocca. E' uno dei compromessi da accettare,
a favore di una giusta divulgazione globale.
Se
lo scritto e' eseguito a mano, tranne i casi stampinati gia'
all'epoca alla quale si fa riferimento, per altro in certi casi
riproducibili, occorre che anche l'illustrazione ed il suo decoro
siano eseguiti con tecnica solo manuale e diretta. Produrre
libri, diari, libretti od anche solo un foglio in questa guisa
occupa a volte molto tempo e costa naturalmente di piu', ma
l'aprire e leggere un qualsiasi fatto cosi' trasmette sempre
delle sensazioni che non hanno uguali rispetto alla stampa,
pur anche tipografica, a tiratura limitata e di pregio. C'e'
poi, per chi apprezza o lo cerca, il conseguente valore dell'unicita'
e qui la trova, non faccio altro, io la cerco e non solo per
offrirla.


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