Il banco da lavoro.
Il piano sul quale lavorare,
anche in via del tutto provvisoria o molto promisqua, tipica
situazione poi di chi si da' da fare con le mani, dovrebbe
soddisfare non solo l'esigenza di buon un'appoggio sul quale
fare, ma sopratutto rispecchiare la sua polivalenza, secondo
ovviamente quel che normalmente si intende o copita di piu'
di fare. Nel caso di un'artigiano professionista il discorso
sfocia inevitabilmente sul procurarsi piu' banchi di lavoro,
io ne ho 4 solo per la parte grossolana piu' uno carellato
robusto per tutto ed in appoggo ai 4 fissi; uno per la falegnameria,
uno per la meccanica-elettromecanica, uno per il ferro e saldatura
ed uno a parte, in zona piu' protetta e piu' accogliente per
elettrotecnica, elettricita' in genere e per il restauro o
la sistemazione del piccolo-micro. In casa e nel privato sono
pochi i fortunati come me, pensiamo ad un banchetto solo allora,
ma che possa essere magari ribaltabile od anche stivabile
di fianco ad un 4 stagioni, un banco eclettico come vogliamo
essere noi nel fare con le nostre mani. E' importante adatarlo
alle nostre esigenze, imparare quindi ad investire a renderlo
efficace, pratico, molto pulibile, alla giusta altezza, circa
80-90 centimetri da terra se si lavora seduti, 100-120 se
si prevede di lavorare prevalentemente in piedi. Con media
o poca spesa si comprano banchi da falegname nei vari brico-center,
essi se adeguatamente protetti vanno bene per qualsiasi cosa,
ma hanno limiti oggettivi insormontabili, dovuti principalmente
al costo dei materiali per costruirli che oggi deve essere
abbastanza basso, se pensiamo di fare veramente di tutto il
nostro banco e' meglio che sia piu' massiccio e soprattto
stabile, che non si rompa da solo prima di tutto, quindi forse
consiglierei di comprare, spendendo alla pari od anche a meno
un tavolo di lamiera di ferro, se non si vuole spendere per
il professionale comprarne uno usato da un rottamaio e sistemarlo
bene, oppure alla meno peggio e minore spesa, procurarsi dei
semplici scaffali, quelli con i sostegni a bulloni e dadi,
giuntarli, saettarli bene perche' siano abbastanza rigidi
e poi rivestirli sopra con una lastra di semplice truciolare
ad alta densita' da 30 mm, o di MDF,sempre di buon spessore,
ma sempre non sotto i 30mm. Se poi su questo tavolo cosi'
ottenuto vi procurate una lastra di ferro o meglio di acciaio
inoxs lucido ,anche da 0,5 mm, potrete lavare, verniciare,
anche picchiare forte, sempre entro ovvi limiti, ma sara'
un piano quasi a prova di abrasione, lisco ed impermeabile,
che e' quello che ci occorre per far un po di tutto; quindi
se riuscite a procurarvi anche un vecchio e bruttissimo tavolaccio
da cucina, ma che sia : 1---in piano, 2---robusto, 3--- abbastanza
grande, 4 --- impermeabile, ci siete, le misure ottimali vano
da caso a caso, ma per un bricolleur casalingo direi che un
piano finale di lavoro, completamente utilizzabile e libero,
da cm. 200 x cm 80 cm. o piu' sacificato da cm. 180 cm. x
cm. 80-60, possa andare bene. Esistono poi dei tavoli da lavoro
pieghevoli, un'eventualita' da non sottovalutare, li fanno
la Black & Decker ed altre simili, quello che io consiglio
e' della DeWalt, misure 60x45x80, ben fatti ed adeguati a
quasi tutto, son gia' rivestiti con il Medium Densiti ( MDF
),manca solo una bellalastra di metallo sopra, se la stessa
facesse le pieghe a 90° a coprire tutti i suoi bordi ancora
meglio. In ogni caso, se il piano lo lasciate di truciolare
o di MDF verniciatelo abbondantemente e subito appena montato,
con turapori alla nitro, almeno 3 mani pesanti ovunque, anche
sotto ed i bordi mi raccomando, ogniuna passata va carteggiata
solo a spianarla e prima dell'altra, una volta finito di verniciare
il piano deve presentarsi come non verniciato, opaco, il piano
deve essere intriso, non neccessariamente bello, si potra'
allora anche bagnarlo. lavarlo ecc...