 
Gestire... stivare...
prevedere.
Se si guarda il titolo
sopra sara' facile vedere che inizio dall'ultima...PREVEDERE
e non e' per caso. Non sono un fanatico dell'ecologia, ma
e' oggettivo che questo relativamente nuovo lemma ci coinvolge
orami in tutto, se 50 anni fa ci si poteva forse sorridere
sopra oggi invece non e' piu' possibile neanche pensare di
iniziare qualsisi senza tenerne conto, anche escludendo la
parte etica della faccenda vi sono ragioni pratiche molto
importanti, non riferibili solo alla spazzatura. Questo argomento
va inteso prima di tutto verso di noi, ma senza poi scordare
ovviamente il mondo circostante; la polvere per esempio della
rovere, della robinia, del ramino ed alcune altre meno tossiche,
sono e rimangono tossiche o fortemente in sospetto di procurare
tumori ai polmoni, emoraggie... preferire quindi il legno
di pioppo, l'abete, il pino, l'acero, il carpino e tutti i
legni di frutta, tutti tranne la noce ed il castagno, questa
e' gia' una buona prevenzione iniziale; materiale o materiali
e se' stanti sono i conglomerati tipo truciolari, rivestiti
o meno, compresi anche i listellari, i compensati, i medium
density od mdf, ecc...che sono magari di origine diciamo non
tossica, ma che lo diventano per lavorazione o lo possono
diventare, in quanto impregnati abbastanza consistentemente
di resine, generalmente fenoliche, quindi fenolo o limitrofi,
quindi diossine e suoi derivati, fate un po voi. In ogni caso
sconsiglio sempre di mettersi per esempio in casa anche un
solo mobile di truciolare NON rivestito completamente almeno
di laminato plastico impermeabile o ben verniciati, tutti,
compresi i bordi, in quanto la resina in essi contenuta e'
cancerogena; il truciolare e' costituito principalmente da
scarti ( se buono trucioli calibrati nella loro grandezza
in genere ) o sfridi di legni vari, viene impastato a caldo
con resine normalmente fenoliche, poi viene compresso dentro
presse enormi e raffreddato in pannelli piani, lisci, di spessore
costante, preciso ( calibrati appunto si dice ) e molto stabile,
teme quasi sempre l'acqua e le situazioni di umidita', e'
per sua natura interna semi gommoso e fibroso, i suoi collanti
di impasto contengono il fenolo, diciamolo pure anche un suo
legante di impasto, che nonostante venga sottoposto a forti
temperature per farlo evaporare e quindi reagire, non perde
quasi mai le sue proprieta' potremmo dire gommose, cio' rende
ai fogli di trucilare anche una discreta flessibilita', aumetandone
anche la resistenza ai colpi, dandogli anche una piu' coriacea
tenuta alle viti; tagliandolo, specialmente a macchina, si
genera calore che lo fa spesso andare pressoche' in combustione,
si porta in ogni caso il legante allo stato di evaporazione
dove si taglia e che quindi noi faremo immediatamente un bell'aerosol
al fenolo o simili; credo che nessun risparmio giustifichi
una pazzia simile, allora meglio tagliarlo e lavorarlo all'aperto
o con un aspiratore di fumi efficente vicino, oppure costrure
piuttosto con le cassette della frutta, almeno quelle son
di pioppo amico, che il tuo bambino potrebbe tranquillamente
succhiare. Il truciolare e' un ottimo materiale per fare di
tutto, se usato con calcolo adeguato e' molto portante e pratico,
e' un' isolante termo-acustico abbastanza valido, vi sono
dei tipi autoestinguenti alla fiamma e resistenti alle muffe
( distinguibili dal granulato verde interno ) non perde polveri
o fibre, ma va isolato come se fosse fibra di vetro od amianto,
i suoi "effluvi" pestiferi cessano dopo circa 3-4
anni se tenuti all'asciutto e con temperatura possibilmente
medio-calda, io ho cercato vari sistemi per farlo diciamo
sfiatare prima, ma senza successo, anche quando vecchio se
lo taglio : eccolo di nuovo... Per la spazzatura prepariamoci
ad un aumento esponenziale del volume e della sua varieta'
complessiva. Se si evitano nel possibile prodotti dichiaratamente
tossici od anche solo potenzialmente esplosivi e ' meglio.
Non entro in particolari, ma avendo studiato un minimo di
chimica per il mio lavoro di restauratore, sappiate che chi
pratica il fai da te avanzato, se non sta attento e' potenzialmente
un ignaro e latente dinamitardo. Se quindi prima di fornirsi
di qualsiasi componente, anche non prettamente chimico, si
usa l'accortezza di dividere per categoria e si stiva il tutto
in contenitori divisi fra loro, sicuramente stabili, tipo
vetro o simili e' meglio e prudente. Evitare i contenutori
tipo tanica di pvc, sembrano stagni ma in verita' sono permeabili
eccome, sia in uscita che in entrata, per cui, per esempio
la benzina sfiata e nel tempo la si perde o ce la si respira
a piccole dosi, sia in entrata, appoggiatela infatti sul terreno
ed incamerera' dentro il contenitore sempre un minimo di umidita'.
Le tinte poi alcune son velenose, quindi riporle ben segnalate
( anche per noi, poi ci si puo' sbagliare o dimenticare del
vero contenuto ) in un mobiletto che resista al pupo od al
gatto quando noi siamo assenti, cio' lo vedo quasi obbligatorio,
non occorre una cassaforte, ma uno stipo stabile, magari basso
e robusto, se con la chiave e' meglio. In cima ho scritto
anche STIVARE e GESTIRE uniamo il tutto... se per esempio
ho bisogno di 10 viti contate non ne compro 10 ma 15, se son
fatte e bene e vedo che le uso spesso magari compro la scatola
intera, ma mai comprare del materiale di scorta se non si
ha gia' il posto esatto in mente dove stivarlo bene, questo
e' un errore, una delle cose piu' brutte per un artigiano
preciso e' il ritrovarsi materiale di stoccaggio marcio, secco,
arrugginito, ma anche inutile... oltre che assolutamente non
pratico e' persino umiliante direi. I barattoli di vernice,
se nuovi si conservano piu' a lungo capovolti e se si prevede
un lungo periodo di immagazzinaggio sarebbe una furbata ungerli
di olio minerale o di un velo di CRC o W-40, ed ogni tanto
sbatterli, cambiandogli posizione. Gli stucchi e tutte le
altre che generalmente son segnalate per durata breve, possono
invece durare per anni se ben protetti, procurarsi una scorta
di cemento, calce idraulica e gesso e' saggio, ma ritrovarseli
induriti e' satanico e pure faticoso da smaltire... procurarsi
dei bidoncini a tenuta con guarnizione, e travasare immediatamente
dai sacchi appena comprati i prodotti sensibili in polvere
dentro due sacchi, uno nell'altro, fare uscire dai sacchi
tutta l'aria e' importante ( in inverno il tasso di umidita'
quasi normale contenuta nell'aria e' attorno al 60-70%, in
agosto e sotto il sole attorno al 15%, si parla di acqua nei
nostri bidoni per la cronaca )i due sacchi di pvc ben chiusi
separatamente allora, tipo quelli condominiali della spazzatura;
detti bidoni appoggiarli su delle assicelle di legno per isolarli
dalla inevitabile condensa sotto. Le colle nuove al xiluolo
e toluolo, quelle in barattolo ( tipo Boston-bostic 5242 )
vanno tenute capovolte anche loro e comprate in confezioni
preferibilmente piccole, in quanto proprio loro non riiiusciremo
mai e poi mai a richiuderle stagne. Il legname va conservato
sdraiato, all'aria, al riparo dalla pioggia, tra una tavola
e l'altra mettere degli spessori calibrati per areare e non
fare deformare il tutto; i pannelli di conglomerati possibilmente
metterli sdraiati perfettamente in piano, od in piedi, lato
corto, perfettamente a squadra col pavimento, rialzati ovviamente
dalla umidita'; il vetro sempre in piedi diviso da giornali
o cartoni; il ferro ovunque e come si puo', ma sempre al riparo
almeno dalla pioggia, ungerlo con olio minerale e' saggio;
i tessuti dentro del pvc trasparente ben chiuso, senza aria,
luce e con la canfora od equivalente antitarme, idem il pellame
e sdraiato a rolle o strati ben ben messi; la carta sdraiata
e coperta per la polvere ( tutto cio' che e' di origine organica
aprirlo almeno una volta all'anno, pena il suo decadimento
); i metalcrilati ( plexiglace e simili ) al freschino, come
il truciolare e mai al sole od alla luce, perche' perdono
la loro bella trasparenza; i mattoni basta una lamiera sopra,
proteggerli anche possibilmente dal sole diretto ed alzati
un poco da terra; i tubi dell'acqua vanno sempre stoccati
tappati, eviterete sorprese una volta montati, con gli insetti
od i sassolini nei rubinetti nuovi. La luce, in genere, fa
decadere quasi tutto, l'umidita' accelera spesso i processi
come il calore, se dei bidoni di Ducotone li metto al gelo...ciao.
Se si prevede di non usare per lungo tempo qualcosa che si
sa rovinarsi se non protetta, perdere tutto il tempo che occorre
per proteggerla bene, non e' mai tempo o materiale sprecato,
se non si puo' farlo allora e' meglio disfarsene immediatamente,
piuttosto anticipiamo quel lavoro che richiede quel materiale
od alla peggio regaliamolo, almeno verra' utilizzato da qualcuno.
In ultimo una mia osservazione che e' un po in fondo un consiglio
spassionato: come chi porta il saio potrebbe non essere un
frate od un buon frate, parimenti quando vedo arrivare un
furgone con al seguito una cassetta attrezzi in casa mia,
cosa che e' improbabile direi quasi impossibile, ma nel caso
io cercherei sicuramente prima di tutto di capire chi e' il
personaggio... la vera cartina tornasole l'avro' quando riusciro'
a sbirciare nel suo furgone o nella sua cassetta attrezzi,
perche' li' se vige l'ordine e gli attrezzi son magari anche
vecchissimi, ma ben tenuti, ci
siamo, in genere quasi sempre il frate e' " lui "
e posso dormire tranquillo ( e lo confesso, magari con un'occhio
socchiuso ).
GESTIRE...ve
lo risparmio in poche righe, se si riesce a farlo con tutto
quando sopra incluso, rapresenta circa 1/4 del lavoro di un
artigiano, e' chiaramente impossibile tenere in perfetto stato
ed ordine ogni cosa, infatti ho scritto SE, ma bisogna tentare
lo stesso e con convinta determinazione, perche' diversamente
noi non offriamo la qualita', prima di tutto a noi stessi.
Buon lavoro a voi.

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PROCEDERE O FRENARE
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ATTREZZARSI ?

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CAPIRE COSA SI
HA DAVANTI 
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IL PROBLEMA PRINCIPALE
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LA SCALETTA 
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IL BANCO DI LAVORO
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I MATERIALI D'OPERA
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I MATERIALI DI
"APPORTO"




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