
Cucire...cucire...cucire....

Esitono vari
modi per cucire quasi tutti i materiali, persino il metallo;
la pelle ha i suoi punti specifici, riporto qui il punto piu'
semplice e probabilmente quello al quale si e' arrivati fin
dai tempi antichi sia per la sua resa estetica e sia per la
sua robustezza innegabile, forse la migliore : il punto sella.
Per cucire a
punto sella si puo' fare il tutto praticamente in tre modi;
il primo e' con con due aghi montati ai due capi dello stesso
filo, qui si potra' sperimentare il sistema medioevale, non
si avra' il classico nodo interno regolare del punto sella moderno,
inoltre questo sistema e' poco adatto per filati ritorti e con
fori stretti o non preforati in genere, ma siamo nell'efficace
anche se un po piu' nello scomodo; nel secondo modo possiamo
usare un ago qualsiasi con la cruna all'opposto della sua punta,
qui pero' ci occorrera' anche un uncinetto molto sottile e ben
fatto per aiutarsi a creare le asole di cucitura; il procedimento
cosi' pero' e' ancora abbastanza macchinoso quindi, pur rifacendoci
all'antico sistema ed anche a chi gia' in genere cuce, io propongo
di scarocciare senza dubbi all'uso, per questo tipo di punto
almeno, del manipolo, uno di quelli che sulla sua punta ha uno
stringitore a vite, che serri codoli ( volgarmente i gambi tondi
o piu' meno tondi ) dei ferri, in questo caso degli aghi adatti
che vi verrano al bisogno serrati in cima.
Occorre allora
un manipolo, del filo-cavetto, una buona forbice affilatissima,
un ago speciale; quest'ultimo con la cruna non sul gambo ma
sulla punta; per la pelle in genere questa e' tonda e non troppo
aguzza, ma puo' essere anche a sezione bivalva, piatta o triangolare,
inoltre anche ridotta o curva o seghettata per alcune lavorazioni
particolari, secondo insomma le misure degli aghi e di quello
che si cuce. Di aghi ve ne sono di tantissimi tipi in commercio
e di veramente tantissime fogge. Io consiglio gli aghi inglesi
o tedeschi, ma anche in italia se ne trovano di nazionali di
buon acciaio, temprato bene e con affilatura curata; la punta
dell'ago generalmente non dovrebbe essere generalmente troppo
appuntita e tagliente, mentre invece deve essere molto lucida,
se lappata a specchio io trovo che e' meglio. Poi ogniuno ha
le sue preferenze, anche in funzione dei fori, se per esempio
i fori di passaggio gia' prima della cucitura sono stati fustellati,
quindi preforati, e' sicuramente l'ago non aguzzo che mi occorre,
cio' perche' probabilmente esso non si impuntera' sui bordi
dei fori e quindi non rovinero' il pellame, ma non solo, infilero'
piu' veloce e guadagnero' tempo, qui infatti ne occorre a volte
molto piu' che con qualsiasi altro materiale.

L'armonia estetica nel cucire
Una nota : l'uomo
tranne pochi casi di confusione o di annichilimento mentale
una ha innata predilezione per le forme naturali e la "meravigliosa"
diversita', questa inclinazione e' probabilmente in parte spontanea
ed in parte e' sicuramente determinata dal mondo originale per
cosi' come e' fatto, quindi senza le catene di montaggio robotiche
per esempio; detta inclinazione e' comune a tutti, chi piu'
chi meno, questo naturalmente dipende anche dal grado di acculturamento,
di indipendenza nel proprio pensare, molto piu' semplicemente
anche da quante volte da piccolo ha sbattuto contro lo spigolo
del tavolo e dalle mode in generale ma c'e' sempre. Questo che
dico lo si puo' osservare facilmente su di noi quando per esempio
guardiamo il passaggio di una porta od il vano di una finestra,
chi non sa apprezzare infatti lo stare od il passare sotto un
bell'arco ? mentre quando si passa sotto un architrave in cemento
armato squadrato e per quanto esso possa essere ben costruito
nessuno avverte nulla o quasi; se abbiamo studiato un minimo
di disegno questa non e' solo una questione estetica solo ad
appannaggio dei cultori del bello e se siamo dei muratori o
degli architetti cio' e' amplificato anche dalle nostre esigenze
di studio e lavoro oggettive, ma il creato pur producendo anche
le bellissime spine dei ricci ( ed anche qui e' un po il perche'
noi generalmente preferiamo le forme tonde ), non ama troppo
gli spigoli e sembra voler favorire le strutture ad onde, i
cicli iterati che si espandono dolcemente ed in questi : la
diversita', anzi direi : la Meravigliosa Diversita', il Buddismo
la definisce cosi', a mio umile parere almeno con grande spirito
di osservazione.
L'uomo comunque
tendenzialmente preferisce le forme tonde, le linee parallele
ma non ossessivamente vicine, accetta, giustifica d'istinto
e di buon grado gli incroci a 90° , le sue frazioni 45°
e quelle a circa 33°, come anche alla lunga si sente a disagio
in mezzo a stacchi troppo decisi di colore, preferendo le sfumature
graduali, questo ha sue ragioni prevalentemete tra l'ottico
ed il pratico ( vedi-cerca : cromopsicologia ) ma non solo...
se si cerca in rete anche " frazione Aurea " o "
Fibulacci " si puo' facilmente vedere che non mi invento
niente, ma che semmai volendo io lo adotto solamente, anzi personalmente
: cerco solo di farlo. Nel cucire la pelle tutto questo ha una
sua ricaduta che non e' tanto invisibile nella pratica del perseguire
la Qualita' e
volendo ci puo' aiutare, a noi la scelta quindi; in ogni caso
nel caso delle cuciture e' bene preimpostare una logica che
deve essere prima di tutto pratica, l'estetica derivata dal
funzionale contiene gia' una sua bellezza per i ragionamenti
di cui sopra, daltronde basta guardare i nostri cari e vecchi
blu jeans, sono infatti circa 350 anni che li si produce e non
e' che siano molto cambiati dalla loro fattura originale, sopravvivono
solo le mode utili insomma, andiamo sul sicuro allora ?. La
lunghezza ideale del punto secondo me e' di circa da 3 a 4 volte
lo spessore del filato usato ( anzi direi 4volte per il filo
a calza-tubetto e 3 per il trefolato, il quale poi si assottigliera
di meno nello stringere i punti ) mentre per la distanza della
cucitura al bordo invece moltiplico il diametro del filato da
un minimo di 4 volte in poi, sottolineo ancora che sono comunque
due regole empiriche personali e molto sindacabili quindi poi
fate voi.

Preforare e'
comodo, pianifica meglio il lavoro, indubbiamente da' risultati
estetici anche molto appaganti se ci si vuole rifare a quello
che si vede prodotto in serie quindi precisissimo ( in modo
a volte anche ossessivo a mio vedere ), ma se cio' non e' indispensabile
io lo evito, non preforo nulla, lo segno semmai; esistono i
metri da sartoria in fondo, poi anche i segnapunti a pettine,
a rotella ecc...
e poi : VIVA
GLI ERRORI UMANI !!! forse non immaginate quanto possa essere
bello ( o struggente in certi casi ) guardare un punto magari
un poco discutibile ma riconoscersi o riconoscere l'Uomo o lo
Donna sicuramente non ancora non robotici che lo hanno eseguito.
( non tiro in ballo anche le loro probabili e quasi inevitabili
imprecazioni di quando hanno puntato l'ago un po storto ovviamente
)

( manipolo
in resina col suo ago montato e piccolo rocchetto a mano
)
Le misure degli
aghi che io uso si riduco generalmente a 5, per la pelle almeno.
Se si vuole cucire a mano e specialmente la pelle questo e'
un argomento forse un poco fastidioso da assimilare quanto utile,
armiamoci quindi di un poco di pazienza a sciropparci quanto
segue perche' e' una tantum e ci aiutera' da subito.
Il piu' grosso
ago per manipolo di misura N° 280
va bene per esempio per i finimenti delle sellerie dei cavalli,
le suole medievali, i rinforzi angolari pesanti delle sacche
da faretra, gli spigoli delle vele, i fondelli in genere dei
contenitori, ecc, con questo ago posso usare tranquillamente
anche un filo-cavetto con diametro da 3,5 mm . Poi il N°
230, che e' ottimo per le cuciture tipo country, cioe'
quelle ben distanziate, durature e molto visibili, qui posso
ancora usare anche il filo ritorto (piu' ingombrante di quello
filato a calza-tubetto ) ambedue da 3 mm di diametro. Poi il
N° 200, che ' poi la misura
che si usera' un po per tutto, qui il filo da 2/2,5 mm di diametro
va bene. Poi il N° 180, ottimo
per cucire portafogli e cinture piu' cittadine, ma ancora con
una vena di rustico casareccio, filo da 1 mm di diametro ( anche
1,5 se si riesce a farlo entrare nella cruna e' ok ancora );
infine il N° 140 col quale
si potra' usare anche un filo molto piu' fine e meno visibile;
qui siamo quasi ai fili da ricamo a cucito pesante ( dal N°30
in poi ). Come ho gia' detto sopra ogniuno lavorando poi si
"forma" le sue preferenze riguardo al tipo di ago
e filo, tenere comunque presente pero' che qui la forma e l'affilatura
della punta dell'ago e' determinante non solo per la finitura
estetica ma che lo e' anche per la tecnica che si adottera'
per cucire e, non ultima : per la durata sia della cucitura
che dei materiali cuciti, approfondire queste differenze non
credo sia una male.
Ed il : "
C'e' chi progetta di fare e chi lo fa e basta " puo' essere
sicuramente molto valido per iniziare...
ma anche il :
" per favore datemi sempre consigli, grazie " e' sicuramente
molto saggio, sempre .

Un ago con punta
ad ogiva ( una semisfera perfetta, quindi quasi piatta e non
affilata ) quindi ben si presta per fori gia' preparati perche'
scivolera' meglio e piu' veloce tra i fori senza impuntarsi
nel materiale ( specialmente con la pelle delicata e' molto
comodo averlo); l'ago a punta conica ( questo inizia ad essere
molto piu' aguzzo ) si usa senza fustellata ( cioe' senza prima
aver preforato col punzone adatto o la lesina foratrice a mano
) questo ago ci fara' fare sicuramente piu' fatica perche' non
trovando strada e non avendo ancora un vero tagliente ovviamente
tendera' a dover lacerare per passare; cio' potrebbe sembrare
da evitare come la peste ed in parte almeno inizialmente qualcuno
mi maledira' sicuramente, ma se guardassimo con la lente di
ingrandimento il foro eseguito da un'ago con tagliente ( sia
di forma a coltello, sia tonda aguzza e sia anche a triangolo
) potremmo facilmente notare che un'ago che per passare taglia
prepara gia' la strada ad altre possibili lacerazioni, interessante
in questo e' il fatto che queste future micro lacerazioni sono
direzionabili gia' da subito col primo passaggio, quindi se
non subito poi ma : fidatevi che arrivano allargamenti del foro
piu' o meno previsti e graditi, ma non e' detto che andiamo
per forza verso i difetti ).
E' quindi piu'
comodo e veloce usare un'ago affilato ? si' lo e' ma personalmente
se non vi sono costretto preferisco che il mio ago faccia il
suo buco per cendimento-sfaldamento della pelle, un foro quindi
perfettamente rotondo con slabrature concentriche non verso
verso l'esterno del foro, questo bucare sara' sicuramente piu'
faticoso da eseguire ma difficilmente si allarghera' o aiutera'
a fendere per altre strade fuori o lontano dal foro interessato.
Inoltre con le punte ago affilate dovro', per le stesse ragioni
dette sopra sui taglietti che lasciano, eseguire fatalmente
dei punti piu' distanti tra loro, cosa che potrebbe forse non
occorrermi od addirittura non essere desiderabile per molte
altre ragioni, estetiche ma non solo. L'ago con punta a coltello
se usato conoscendolo bene nei suoi effetti, diciamo pure collaterali
e tipici, puo' dare o prestarsi a decorazioni interessanti od
appunto tipiche di uno stile di cucitura ( ma se non sai gia'
bene dove arriverai stai attento, prova su degli scarti e prima
). Quanto appena esposto secondo me vale quasi esclusivamente
per la pelle e per parecchi tessuti sintetici pesanti tipo in
PVC o NYLON impregnato ( per intenderci il tessuto normalmente
usato per le giacche a vento leggere tipo K-Way ), mentre per
i tessuti propriamente solo intessuti con trama ad ordito e'
secondo me meglio e pratico avere sempre un'ago con un minimo
di affilatura, io in questo penso sopratutto alla salvaguardia
dell'ordito di trama. Il discorso appena fatto non sempre vale
se usiamo una macchina da cucire, ricordatevelo che son due
cose molto diverse anche se nella sostanza e' proprio questo
tipo di punto che con esse ritroverete. Se si cuce col tessuto
denominato Cordura, quindi in filato di robustissimo polyestere,
prima buchi meglio e' e basta ( e grazie di averlo inventato,
insostituibile per certi usi, cio' anche per chi come me predilige
il naturale ). Cucire a mano
e' simile ma mai uguale a cucire a macchina
e lo ripeto ! ; anche per quanto riguarda la qualita' "nascosta"
nella cucitura, in qualsiasi campo l'automatico non puo' scimmiottare
il manuale, come del resto il manuale non puo' assolutamente
emulare il contrario stesso, non pretendere quindi quello che
ragionevolmente non esiste, sono due cose apparentemente molto
simili ma altrettanto molto diverse e l'una non e' da considerarsi
a priori meglio dell'altra. Se si inizia ora a cucire a mano,
specialmente la pelle personalmene consiglio di usare aghi senza
affilatura troppo aggressiva e mai con affilatura a coltello,
semmai quella triangolo, qui si intende la vista di sezione
frontale dell'ago dell'immagine qui sopra, per vederla bene
dal vero e sul nostro ago bisogna prendere comunque una buona
lente di ingrandimento.
Consiglierei
di prendere inizialmente 3 misure di ago : la prima direi una
piccola ( intorno alla N°140
), per il capretto ci vuole l'ago piccolo ed un poco piu' tagliente,
poi una media per tutti gli usi, compresi i tessuti( una 180-200
), ed infine la piu' grossa ( per esempio una N°
280 ) , ma badate : la piu' grossa possibile non sara'
mai abbastanza grossa per certi lavoretti, io ne ho una dal
diametro ( e badate : solo di gambo ) di 8 millimetri, pensate
alla sua cruna ed al manipolo. Quindi addirittura piu' grossa
di un ago da materassaio, ma se capita una veramente vecchia
sella da cavallo da tiro e da risistemare... mai picchiato dentro
un ago col mazzuolo ? Per chiudere questa parte : inizialmente
consiglio di prenderne almeno 3-4 per ogni misura, e' facile
infatti che specialmente imparando ma poi anche dopo se ne spezzi
qualcuno nello spingerlo o nel ritirarlo.

( una
macchina da cucire minimale ed efficentissima )
ecco il...
Manipolo
Il manipolo,
cioe' il manico dove si innesta l'ago, rende l'ago usabile facendo
sforzo e ci aiuta. Esso puo' essere di qualsiasi materiale,
in genere quelli buoni son di legno di solido bosso
o di olivo, ma anche in orribile resina sintetica
sono buoni e son volendo piu' modificabili alla nostra personale
ergonomia; hai una lima semitonda da ferro nel tuo cassettino
incasinato ?. Lo stesso ha sempre in cima uno strettoio-mandrino
a vite che serve per bloccare e rendere solidale a se' l'ago,
bisogna sceglierlo con particolare cura, deve offrire una buona
presa nello stringerlo, lo si dovra' usare parecchio e serrare
altrettanto; i manipoli con il mandrino di alluminio sono ottimi
ma non durano se maltrattati o troppo forzati, quelli di ottone
anche se nichelato vanno bene purche' grossolani, quelli di
acciaio inox se li trovate ditemelo, penso che iniziero' prima
o poi a tornirli nel mio laboratorio, perche' non li trovo in
tutto il mondo, magari. Nota interessante e che apre anche alla
nostra capacita' di probabilmente adattarlo e' il fatto che
il legno non richiede attrezzature professionali per modificarlo
e che scivola molto meno dalle mani del metallo e che e' generalmente
piu' leggero, meditate quindi prima di scegliere, nulla e' perfetto
comunque, semmai perfettibile..

( manipolo,
filo, forbici, un accendino tipo Bic, riga, compasso...pazienza
)
Usando questo
aggeggio latentemente infernale ma efficacissimo usate pero'
sempre molta attenzione, esso ha una capacita' di foratura e
penetrazione incredibili, ma ovunque !!! quindi sopratutto usate
sempre come appoggio ed aiuto una tavoletta, meglio se con sopra
un pezzo di cuoio da suola in aggiunta, cosi' non rovinerete
la punta dell'ago che inevitabilmente prima o poi li' arrivera'
o perche' sempre la stessa fara' da supporto nello spingere
l'ago nel materiale da cucire sdraiato sopra o perche' si sostituira'
alle vostre mani o cosce durante la fuoriuscita inaspettata
dell'ago dall'altra parte del materiale che state cucendo. Guardate
che non sto esagerando in quanto segue : fate
molta attenzione, pensare bene sempre dove puo'
andare a finire l'ago o la taglierina affilatissima, durante
lo spingere l'ago o nel tagliare i materiali. SI DEVE ASSOLUTAMENTE
FERMARE UN'ATTIMO TUTTO E PENSARE DOVE FINIRA' O PUO' FINIRE
L'ATTREZZO. Vorrei
insistere su questo, perche' specialmente i
bambini adorano lavorare-cucire la pelle
e voi fareste sicuramente il loro bene a magari imparare proprio
insieme a loro, ma i piccoli e gli inesperti non andrebbero
MAI e poi MAI
abbandonati nel farlo da soli, perche' un'ago di queste dimensioni
e montato su di una tale impugnatura puo' trasformare un bellissimo
hobby-lavoro in una tragedia, come la lama del cutter daltronde,
cio' per chiunque, gioite quindi come matti perche' sara' molto
gratificante scoprirsi capaci, ma fatelo con la giusta prudenza
che deve sempre sovraintendere ogni operazione. Avrei anche
delle foto di alcuni relativi incidenti da postare qui, ma perche'
intristirci in un'ambito cosi' bello ? allora fidatevi, nell'artigianato
manuale non esasperato dal correre non si corrono pericoli se
si e' veramente prudenti.

( passare
sopra la foto please....)
Nel piccolo filmato sotto si
vedono le immagini che illustrano i vari passaggi su come fare.
Qui prendo in esame solo il punto SELLA ( ma ne esistono altri
) perche' e' quello che, usando un solo filo sdoppiato, rende
una cucitura da ambo i lati, robustissima, semplice e pregevole
nell'estetica finale; i punti vanno stretti bene, accomodati
ad ogni passaggio ed il nodo che viene a formarsi, lo si vedra'
nel filmato sotto, deve rimanere dentro lo spessore dei due
o piu' strati di materiale che si stanno cucendo ( quindi poi
sparira' alla vista lasciando solo due asole distese da ambo
le parti del cucito ). Ritengo che divulgare questo tipo di
cucitura possa risultare utile a chiunque. Basta un minimo di
intrapprendenza e di soldini, questi ultimi poi veramente pochi,
insignificanti in confronto ai risultati ottenibili con qualcosa
di bello e veramente nostro. Partendo dal fatto che non trovavo
in giro un set base ho iniziato a produrli nel mio laboratorio
fac-totum, se quindi non trovate nei centri brico o negosi vari
magari potrete vedere anche qui nella pagina LISTINO-SET
diversamente e come sempre cercare, cercare e cercare che prima
o poi si trova tutto. Per il pellame ?... vi sconsiglio vivamente
di iniziare con la pelle vergine, quella diciamo nuova, oggi
e' costosa, punterei invece a qualche vecchia cartella, un vecchio
soprabito, dei rivestimenti o degli scarti di lavorazione presso
qualche laboratorio od industria, senza mai dimenticare che
quella che ci hanno abituato a considerare come " spazzatura
" o " rottame " non lo e' assolutamente , bensi'
si tratta di " materiale mal stivato " o spesso meglio
ancora di " buon semilavorato " , e per amore o per
forza prima o poi dovremo tutti capirlo. Oppure guarda i miei
sacchetti di sfridi selezionati per colore, spessore, tipologia
e costo, appositamente per chi inizia, cio' almeno per sperimentare
i primi tagli e relative cuciture che hanno quasi sempre qualcosa
del contronatura credetemi e non stupitevi che e' normalissimo;
e' infatti la regola che all'inizio qualche lavoretto faccia
veramente pieta', voi fatelo sparire di nascosto ( o datelo
al cane, al gatto o sotterratelo ) e poi ricominciate fiduciosi,
i buoni e gratificanti risultati arriveranno solo e con la pratica.
stiamo perdendo
... Il filo ?
Il filo classico per cucire
la pelle e' in canapa, in cotone, in lino, anche in seta a volte.
Prima dell'avvento del sintetico era normale cerarli o "peciarli",
con la pece bianca da calzolaio o con le resine degli alberi
( in genere di pino, larice, abete ), per le scarpe e specialmente
per le suole era obbligatorio diversamente marciva il filo,
oggi le scarpe fatte a mano hanno ancora quel filo, e chi usa
il filo naturale spesso lo protegge o lo fa scivolare meglio
in quei modi sopra ancora adesso. Io i naturali li uso anche,
ma a parita' di resa estetica e non dovendo per forza ( per
esempio un rifacimento d'epoca ) armeggio con gran soddisfazione
sopratutto col filo di poliestere cerato; se ne producono di
vari diametri ed intreccio, con colori : nero, bianco, bianco-giallino
e tutte le gamme del marrone; si va dal semplice ritorto a 2-3
fili a formare una bella cordicella sinuosa che avvita su se'
stessa, alla filatura in calza tonda, che nella sostanza e'
un tubetto o meglio una guaina cava tessuta appiattita robustissima,
che pare talmente seta da confondersi con essa. Il vantaggio
del sintetico-polyestere e' la robustezza incredibile, secondo
il calibro, la filatura e la qualita' si va fino a 50 kili di
resistenza allo strappo sul metro lineare, che non e' poco,
inoltre l'usura della cucitura diverra' immediatamente quasi
solo un ricordo, credo che consumerete prima il tessuto o la
suola. Particolare assolutamente da non sottovalutare : il polyestere
e' imputrescibile, unica accortezza si lava solo in acqua fredda
o molto tiepida, pena i difetti classici dei termofusibili-termoplastici,
cioe' che se scaldati troppo si allungano o si stringono od
addiruttura si fondono ( esempio : per le borse di una moto
tenerlo ben presente... il motore... le marmitte, son troppo
vicini alle cuciture ? ). Il filo di polyestere, se di buona
qualita', resiste per anni ed anni all'aperto ed agli ultravioletti
e la temperatura anche molto bassa non gli fa paura. Per darvi
un'idea di quanto il filo di polyestere sia coriaceo ( attenzione
: quello buono da selleria, non quello spacciato per tale e
che magari e' un misto con poliammilide o simili ) pensate che
10 anni or sono tesi all'inverosimile come filo di controllo
di allineamento di un muro in costruzione un cavetto da 1,5
mm. di diametro di appunto polyestre, un filo per sagola di
fucile subaqueo ( il top della qualita' in questo campo di filati
), poi me lo dimenticai li' ancora teso sul lavoro esterno e
messo in sospeso per l'arivo dell'inverno, quindi al sole ed
al freddo inevitabile, quest'anno riprendendo a costruire quel
famoso muretto l'ho ritrovato ancora' li' dimenticato e quando
smontato era ancora elastico ed usabile, parecchio coriaceo
insomma.

( del filo da 1,5 millimetri,
a sinistra in calza, a destra trefolato, polyestere)
Col filo polyestere od in genere
sintetico tenete sempre a portata di mano un accendino tipo
BIC, se regolabile e' meglio ancora, per preferibilmente fondere
i nodi finali delle cuciture ( nodo " semplice " ),
diversamente e specialmente col cerato e' facile che si snodino,
fondendoli quindi leggermente su se' stessi i nodi diverranno
se non eterni : quasi. In alternativa alla loro fusione ci si
prepari a far nodi "pippolino" o "del frate cappuccino"
o " Savoia ricorsivo" sempre comunque molto ben stretti,
oppure leggere una guida Scout di Baden Powell sui nodi, cosi'
si imparera' nel contempo anche altro utilissimo qui ed altrove;
a questo proposito prima o poi faro' qui una pagina dedicata
ai nodi ed al Macrame', una faccenda da educande direte, anzi
da annoiate fattucchiere vicino alla stufa.. ed invece no',
il Macrame' e' si' parente stretto del Tombolo ma lui non lo
sa, proprio no', infatti e' nato in marineria e lo praticavano
aitantissimi e virilissimi marinai, che ne dite hometti ? nulla
vieta poi che vi si cimentino anche le donne ovviamente, anzi
con le loro belle manine chissa'. Gli oggetti sotto sono prevalentemente
in pelle "fiore", con concia al tannino ecologico,
quindi : vitellone, vitello, capretto e cervo, con spessori
da 0.60 a 2 millimetri, tutti a punto sella; dove si vedono
gli automatici questi sono sempre in ottone marinizzato e molla
inox nikelata tipo Fiocchi, i migliori reperibili son quelli
navali trattati contro la salsedine. Non lesinate sui materiali
di fissaggio, tipo fili, ferramenta in genere ed automatici
eventuali, perche' e' si' forse un risparmio iniziale ma esso
poi ci torna sempre indietro in modo anche antipatico.


ED ORA
VEDIAMO IL TUTTO ...
Per
chi non ha connsessone lenta, tipo modem 56 o simili, ci vorra'
un po' pazienza, diciamo che prima di aver caricato tutto il
filmato e poter premere il PLAY, potrebbero passare anche 20
minuti, non maleditemi vi prego ! ho ridotto e compresso al
massimo appunto pensando solo a voi... se interessa pero' ne
vale la pena.
Ovviamente non
si puo' pretendere di eseguire cuciture regolari ed esteticamente
valide senza un minimo di pratica, bisogna provare, riprovare,
ma la vostra meravigliosa macchina da cucire in fondo e' gia'
tutta qui, nelle nostre mani, senza motori, senza schede e trasportabile
ovunque, in una semplicissima trousse per il viaggio, magari
associata ad un buon coltellino svizzero multifunzione... magari
questa trousse in pelle e' fatta da noi ? questa puo' essere
un'idea ottima per iniziare a sperimentare e per prendere i
famosi due piccioni con una fava.

( passare
sopra la foto please....)
Inoltre si puo'
cucire con questo tipo di punto qualsiasi, un blu-jeans, un
paio di sandali, ma anche due lamiere o due tavole, non vedo
dei limiti obbiettivi, bisognera' forse adeguare l'ago, il punteruolo
o la punta per forare, magari anche il tipo di filo ovviamente,
ma qualsiasi insomma si puo' cucire cosi'.

( passare
sopra la foto please....)
( una mia
memory stick per donna, rivestita in pelle cervo morbida, anzi
: morbidissima )
Per aiutarsi
inizialmente segnare la linea guida di dove si vuole cucire
con una riga qualsiasi, farlo a circa 4 millimetri paralleli
al bordo e poi, aiutandosi con un compasso, segnare la distanza
tra i punti, circa 3-8 millimetri tra loro, secondo il filo
e lo spessore della pelle; quelli magari con due punte di acciaio
regolabili ( quelli navali da carteggio, secondo me almeno,
sono quelli utili per tutto ed i piu' piacevoli da avere in
mano, ma anche quelli da disegno scolastico col bilancino a
vite, questi ultimi son economicissimi e vanno benissimo inizialmente
). Esistono poi le rotelle segnapunti, in effetti oggi e' diventato
veramente difficile trovare ancora in commercio rotelline con
punte a passo variabile od a set di vari punti e diametri adatti;
ma ci si puo' industriare comunque... mi ricordo di avere inizialmente
usato un tappo a corona delle normali acque minerali in vetro,
le usavo cosi' o modificando il numero delle sue pseudo punte,
con un buco nel centro, poi una vitina passante, poi quattro
rondelline ben scelte a far spessore e poi ancora montando il
tutto su una molletta di legno, improvvisando la tenuta con
un elastico, fatta salva l'immagine di una probabile macchina
medioevale da tortura il tutto mi funzionava egregiamente. Una
alternativa potrebbe essere quella di segnare i fori col segnapunti
a passo stretto commerciale odierno e poi saltare un segno o
piu' segni ciclicamente, attenzione ai segni incisi pero'; altra
altremativa piu' radicale : dalla commerciale corrente eliminare
delle punte con un tronchesino omeglio con una moletta, una
mossa questa pero' senza ritorno ovviamente. ( in questo caso
contare sempre bene e prima bene che non vi siano alla fine
dell'operazione salti dispari nei punti che ci rimango ).

( un buon
metro da 2 ed un buon cutter, con la lama sempre "bella"
)
Per aghi e filo
cercate " forniture per calzolai
", con un po di pazienza e cocciutaggine la rete come sempre
dara' molte piu' risposte di quanto ragionevolmente ci aspettavamo.
Un'ago decente al dettaglio costa all'oggi fino a 4 euro, per
il filo... inizialmente fatevene vendere una ventina di metri
dal calzolaio; le rocche son generalmente da 1000-3000 metri
e costano da 20 a 50 euro o piu' secondo tipi e qualita', scegliere
filo grosso da almeno 1,5/2 mm. e marrone medio e' saggio all'inizio,
si adatta a tutto e si maneggia meglio; il trefolato sottile
da 1-1,5 max millimetri per il capretto, dal 1,5 millimetri
in poi per la pelle robusta, meglio inoltre se inizialmente
e' a " calza", cioe' il filo tubolare appiattito.
La colla e' opzionale, ma molto utile, optare per quella al
neoprene per calzature, sempre dagli stessi fornitori sopra,
ma anche nei centri brico.
.jpg)
( Questo
e' uno dei manipoli base di misura media che io produco per
cucire quasi tutto )
A presto e se
vi e' piaciuto sopra vi direi forse di tornare ogni tanto, perche'
c'e' dell'altro che appena ho tempo arriva.

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