I supporti dove scrivere,
disegnare e miniare sono moltissimi e vari, qui prendo in
considerazione per una panoramica volutamente ristretta e
spero immediatamente utile non tutti i tipi e neanche prendero'
le difese sia di quella moderna che dell'antica, vorrei proporre
qualcosa di veramente immediatamente fruibile e praticabile
non solo per le nostre capacita' iniziali ma anche per le
tasche, fermo restando per' che c'e tutta una serie di motivi
importanti, che vanno valutati prima di sceglierla o procurarsela.
Moltissimi quando mi
interpellano per farmi eseguire qualsiasi lavoro di scrittura
antepongono spesso al tutto il loro desiderio di realizzare
tutto cio' su pergamena; innanzitutto la pergamena vera e'
solo quella animale, cioe' quella derivata prima dalla pelle
intera di qualsiasi animale morto scuoiato, poi raschiata
delle carni che inevitabilmente vi rimangono ancora aderenti
durante lo "strappo", poi lavata e disinfettata
piu' volte, poi fatta asciugare e trattata ulteriormente con
sali, polveri riducenti e conservanti ed eventuali ammorbidenti
vari ( la concia della pergamena appunto ), qualsiasi lavorazione
insomma che sia utile in ogni caso a renderla asettica e stabile
( per quanto sia naturalmente possibile, in quanto si parla
sempre di materiale organico ), dando unitamente alla stessa
una patina finale che dovra' uniformarla nel suo colore e
cosa importate : la rendera' giustamente assorbente all'inchiostro,
ma non troppo perche' diversamente i colori tenderanno a spargersi
ed a rendere poco netta la scrittura od il disegno. Alcune
rare pergamene conservano parzialmente il pelo originario
dell'animale dal lato opposto alla scritto, ma nella maggioranza
dei casi il pellame trattato a pergamena non ha pelo, con
inchiostri adatti e' un discreto supporto sul quale scrivere,
e' entro certi limiti e qualita' durevole ed inoltre offre
anche una certa piacevolezza al tatto, ma cio' va ancora considerato
caso per caso in quanto non esiste ancora oggi una regola
precisa o standard per la produzione della pergamena animale.
Generamente, dati i suoi costi di produzione, non veniva usata
per la messaggistica spicciola quanto invece lo era, se non
come regola imposta da leggi, almeno spessissimo per tutta
documentazione diciamo piu' stabile e definitiva ( o che si
avrebbe voluto essere tale ), tipo editti, leggi ed i primi
accenni di libro come noi oggi lo intendiamo, quindi testi
sopratutto sacri ed anche trattati, ai tempi considerati divulgativi,
ma solo nell'ambito degli addetti ai lavori, nella crechia
delle famiglie importanti e delle varie corporazioni o congreghe.
Forse e' appunto per questo loro uso quasi ad esclusivo, sacrale
od in ogni caso ad appannaggio dei potenti che ancora oggi
si da' molta importanza a questo tipo di supporto, unitamente
al fatto che sicuramente si tratta anche di un sistema di
conservazione molto piu' duraturo della normale carta, cosa
poi oggi tutta da riconsiderare in quanto ora esistono carte
se non eterne almeno veramente molto coriacee agli attacchi
del tempo. Oggi, parlando sempre di supporti dove scrivere,
ovviamente esistono metodi di conservazione degli scritti
molto piu' pratici ed efficenti, ma la pergamena resta e riaffora
sempre nei nostri ... sogni forse ?. A parte le richieste
alle quali non si puo' proporre nulla di diverso, tipo rifacimenti
di scritti o disegni veramente come all'epoca, io uso sempre
della buona carta al posto della pergamena che ho descritto
sopra, cio' non solo per i costi intrinsechi del materiale
stesso sicuramente molto piu' alti, ma anche perche' anche
qui non esiste nulla di perfetto, la pergamena anche se trattata
bene ha i suoi problemi che prima o poi si presenteranno,
ne dico solo uno per tutti ma che fa pensare : l'odore. Oggi
si puo' correggere quasi definitivamente anche il classico
odore del pellame, ma cio' e' molto relativo a come lo si
conserva, lo si stiva anche ; se per esempio non metteremo
vicino alla pergamena animale almeno una bustina di gel si
silice correremo quasi sicuramente il rischio di muffe ( le
buste di gel sono quelle semplici bustine forellate con dentro
i sali di silicio "assetati " di umidita', assorbono
acqua fino anche a 3 volte il loro peso, le troviamo quasi
sempre nelle confezioni nuove di scarpe da tennis ). Ma la
pergamena di pelle non teme solo l'umidita', in fondo tutto
cio' che e' organico e diciamo pure non piu' vivo ha la tendenza
a riunirsi al tutto, polvere che ritorna a se' si dice, quindi
regoliamoci di conseguenza.


La carta pergamenata
e' un'ottimo succedaneo della pergamena animale che, pur non
avendo generalmente la sua morbidezza ed estetica unica, se
usata conoscendo i suoi pregi e limiti puo' dare molte soddisfazioni
e persin farsi preferire; essa si produce con il legno, le
erbe e gli stracci ( questi sempre di origine vegetale, cotone,
lino, canapa ecc. ). Il legno che principalmente veniva usato
n tempo era il pino o l'abete ed in ogni caso si preferiva
la fibra decisamente piu' lunga delle pinacee, oggi il legno
che viene piu' usato per la cartotecnica e' il pioppo. Per
le carte alle erbe si usano i giunchi di canale, il papiro
di ogni regione e qualsiasi erba che produca al pestello una
fibra sottile, con poche impurita' e che naturalmente si presti
bene allo sbiancamento senza decadere di fibra.
La carta " di stracci
" o quella specifica a scriverci : " bambagina",
che alcuni dicono anche "di Gaeta", come se quest'ultima
fosse o sia ancora oggi l'unica a meritarne titolo, verso
la fine del medioevo gia' la producevano quasi tutti i paesi,
sicuramente i procedimenti ed i risultati erano anche molto
diversificati tra loro ma sempre di cotone o lino e di reccupero
o meno si trattava. Generalmente questa carta particolare
si ottiene per decantamento, spappolamento ed ossidazione
appunto di stracci, relativi a qualsiasi; nell'artigianale
se si parte da sfridi di cotone o lino gia' bianchi e' meglio
e non ci si impelaghera' con i vari problemi derivati dall'uso
di candeggianti, decappanti ed altre che a volte possono creare
problemi anche grossi con l'ecologia, la fogna od i loro vapori
tipici di reazione chimica. La carta di stracci o che sia
di Gaeta o Bambagina di Firenze o di Borgogna non importa,
secondo me e' tanto bella quanto scorbutica come le rose e
questo anche nel caso in cui sia stata ben calcinata o simile
trattamento nella finitura finale; detta crosta, nelle migliori
carte di stracci tanto e' piu' ben fatta e tanto non e' valutabile
all'occhio umano, essa serve per creare una specie di crosta
superficiale a base di ossidi, ossa in polvere, colla, fissativi
eccettera che non faccia far ragnatele al nostro inchiostro
e che inoltre lo faccia ben risaltare, cosa non facile da
realizzare, infatti qui i procedimenti e le formule
segrete spesso si sprecano, un po come per gli inchiostri.
La carta di stracci tipo bambagina e' sovente richiesta per
matroni, cresime e battesimi, questo perche' si presenta molto
candida, soffice e vaporosa, ma rimane un prodotto poco durevole,
molto sporchevole e che io, solo per fare un'esempio pratico,
per un libro da consultare spesso o che possa essere sfogliato
velocemente non userei e non consiglierei, se poi i fogli
di carta bambagina fossero stati fatti a mano e quindi con
telaio ad immersione e sfrangiati ancora meno, vedrei sicuri
ed immediati pericoli alla sua durevolezza proprio di carta.
Sotto vetro e' altra cosa ed a a patto di non pressarla manterra'
una sua presenza sicuramente unica e meritata, ma non dimentichiamo
che addirittura il Re di Napoli con editto ufficiale la vieto'
e bandi' ad usarla sia per gli atti pubblici che per l'uso
comune privato, questo tanto era una carta gia' allora giudicata
inaffidabile, poi i partenopei a questa legge disobbedirono
a tappeto, ma cio' puo' dare un'idea in piu' in quanto ho
detto sopra, praticamente da profano.
La buona carta pergamenata
fatta completamente a mano ricorda, seppur non certo nel tatto,
la pergamena animale, si po' produrre a vari spessori-grammature,
con eventualmente colori aggiunti a piacere o gia' presenti
nel vegetale usato per farla, inoltre volendo si puo' inserire
e rendere parte del foglio anche altro, tipo fiori, spighette,
pagliuzze, lustrini, il tutto e' vastissimo, predisposto alla
sperimentazione personale e con risultati spesso foglio per
foglio ed anche nella stessa partita di produzione : unici,
poco replicabili. La carta pergamenata di qualita' generalmente
non e' bianca perfetta, anzi tira al paglierino ed al tatto
si riscontra facilmente una sua certa rugosita' unitamente
ad uno spessore continuamente variabile, guardandola e toccandola
si ha insomma la netta sensazione di qualcosa di piacevolmente
naturale. La carta pergamenata e' durevole, molto piu' anche
della carta extra-strong di ottima qualita' e spessore, il
motivo sta nella sua fibra piu' lunga e diversificata, ma
anche nel suo trattamento, che richiede piu' tempo e che coinvolge
spesso anche lacche o colle diverse con risulati di conservazione
sicuramente migliori. Alcune carte pergamenate risentono molto
dell'umidita' deformandosi al momento per poi rientrare nei
ranghi originali o rimanendo dilatate ad onde per sempre,
altre invece reagiscon in modo anche curioso e da sfruttare
al calore od accartocciandosi, e' tutto uno scoprire che consiglierei
anche di sperimentare personalmente, con delle fettucce di
questa o degli scarti di lavoro.
Esistono sommariamente
3 tipi di carta pergamenata ( o spacciata per tale )
:
-
la
carta industriale fotografata; si tratta di carta generalmente
normale, quando non scadente, stampata e poi patinata, come
le pagine dei settimanali illustrati per intenderci. Un
prodotto che io evito come la peste.
- la carta industriale vegetale
a grande tiratura; si tratta generalmente di una carta buona,
di derivazione riscontrabilissima ( secondo le produzioni naturalmente
), fare magari delle prove prima su dei campioni tendedola a mollo
per un paio di giorni in acqua pura, vedremo di cosa e' fatta
veramente, specialmente in quello che galleggia. Utile per qualsi
lavoro, esiste di tutte la grammature per metro quadro, di vari
colorazioni ambrate o piu' decise, spesso si possono avere in
formato A3 ed A2 o gia' tagliate in A4 cioe' in formato lettera
normale-stampante casalinga. Variano i costi e la qualita', l'unica
e' investire un poco nel procurarsi una-tantum una campionatura
abbastanza vasta e da piu' formitori e poi decidere per quale
scegliere, anche in funzione del lavoro da eseguire.
- la carta di stracci, ma
qui non siamo piu' nella pergamenata, la metto lo stesso perche'
sull'argomento vi e' altro forse utile da sapere. Sicuramente
ed a prescindere piu' pesante della pergamenata vegetale, piu'
assorbenza, piu' robustezza iniziale in certi rar casi, si presta
di piu' ad un tatto piacevole, non scivola mai, non e' detto che
duri di piu' nel tempo anzi, senza la naftalina o simili e tenuta
sempre al chiuso si puo' tarmare facilmente, quando addirittura
andare letteralmente in polvere se tenuta senza aria che vi circola
vicino.

nota :
La carta pergamenata
veramente artigianale ha sempre in qualche punto della sua superficie
degli spessori che sfuggono alla "calibratura" di media
del foglio in questione, la stessa carta ma industriale ha sempre
delle differenze di spessore, ma se si fa una media la " calibratura
" e' sempre livellata, potremmo dire addirittura livellata
perche' pianificata ovunque, questo e' un fatto dovuto dal trattamento
di pressatura, rullatura e stiratura tipico dell'industriale a forti
pressioni e velocita' di produzione. Cio' dopo un po che la si usa
e' riconoscibile anche senza toccarla, ma non e' assolutamente detto
che sia un male, vi sono infatti lavori dove per esempio e' molto
meglio che il tutto sia piu' comprimibile, ( un bel tomo in A4 da
500 pagine, ma quanto peserebbe ? e lo spessore finale ? ). Prima
di eventualmente comprare una carta non dimenticare mai di guardarla
controluce, si noteranno sempre differenze da memorizzare e confrontare
con altri tipi di carta.

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CARTOTECNICA ( pagina
PRINCIPALE ) 
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ATTREZZARSI ?

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CAPIRE COSA SI
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ECC....





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