 
Capire cosa abbiamo
davanti.
Il fatto di sedermi
davanti a cio' che devo intrapprendere non e' mai tempo buttato,
anzi, mene fara' quasi sempre guadagnare, imparare quindi
a frenare, specialmente nel sistemare, e' a mio parere basilare.
Parto in questo analizzare pensando a qualsiasi cosa possiamo
trovarci di fronte, idealmente penso ad un papa', ad una mamma
od ad un giovanissimo che vuole cimentarsi facendo da se'
anche solo per poter risparmiare qualcosa, in ogni caso comunque
in un luogo probabilmente non enorme, probabilmente una postazione
promisqua, come una cantinetta, un box od anche solo un'angolo
della casa occupato provvisoriamente per appunto occuparsi
manualmente, oppure anche solo su di una scrivania liberata
dai libri o provvisoriamente dal proprio pc e la casistica
dell'osservato ovviamente qui la riduco molto, specialmente
nelle sue probabili dimensioni. Guardo quindi e che vedo...
non sempre e'
quello che credevo essere, questo e' importante per potere
intervenire bene e e possibilmente meglio.
Innanzitutto cosa e', anche se mi pare scontato che un frullino
e' solo un frullino parto volontariamente da zero... di che
materiale e' fatto, se i materiali presenti son diversi fra
loro, determino se e' qualcosa di robusto o di delicato, quanto
ed in quale spessore probabile e' stato verniciato se lo e',
se e' cromato cerco di capire se sotto e' metallo o se e'
plastica verniciata che lo imita, se e' fragile, se e' di
forte peso, se riesco a rigirarlo posato in qualsiasi posizione
senza che cada, se riesco a muoverlo agevolmente dove sto
lavorando e se ho punti di fuga dove poterlo eventualmente
infilare provvisoriamente per potermelo rigirare ( un'aliante
od una rilogue da tenda per esempio possono crearmi problemi
di lunghezza nel rigirarli ), se e' un pezzo unico o se sono
piu' pezzi assemblati e come, se per esempio vi sono pezzi
solidali tra loro perche' stampati insieme, saldati con fiamma,
viti, ribattiture, incastro semplice od a scatto ( provate
per esempio solo ad ipotizzare dove e come si apre lo chassis
di plastica un cellulare, di un dvd del pc o di una xbox360
o di una playstation... ( forse mettero' qui il mio manuale
per farlo da soli ), guardo anche se c'e' di mezzo la colla
e quale tipo probabile di collante, un'operazione questa direi
oggi anche altamente strategica. Se vi sono viti o dadi o
bulloni faccio mente locale se ho gli attrezzi di quella tipologia
e misura, se non li ho penso subito se si puo' adattarne uno
di quelli che ho gia', ma che magari non e' ancora quello
che proprio occorrerebbe. Spesso, solo pensando gli attrezzi
gia' in nostro possesso scopriamo che non dobbiamo assolutamente
comprarne di nuovi, perche' in fondo con una pinza, un pappagallo,
i cacciaviti buoni, una chiave a rullino precisa ed un martello
abbiamo gia' quasi tutto... quasi ho detto, perche' infatti
diventeremo presto proprietari di tante piccole cose, spesso
gratuite, recuperate un po ovunque. >E
qui apro una parentesi doverosa riguardo a " capiere
cosa" perche' e' un piu' vasta la cosetta.

Sara'
per esempio inevitabile visitare un ferraiolo, un lattoniere,
un grondaista, un meccanico di camion, un vetraio, un falegname,
persino un gommista... qualsiasi artigiano con partita IVA lavora
costante e produce parecchi scarti, che a suo malgrado dan solo
fastidio, mentre a noi fanno molto comodo; un quadrato di ferro
da 10 x 10 centimetri con spessore 10-15 millimetri per lui
e' un probabile scarto, mentre per noi e' un'ottimo piano sul
quale battere, ribattere, saldare a stagno od a gas, ma non
solo, se il pezzo e' scarto ma tagliato preciso e' una possibile
squadra di controllo perpendicolarita', persino un'ottimo spessore
per serrare senza rovinare o per serrare incollature od anche
solo per spianare ( procuratevene 2 se possibile, anche pagando
eventualmete qualcosa ). La stessa metrica va adottata col lattoniere,
uno scarto di rame da gronda non e' mai vero scarto ed e' materiale
nobile che non teme il tempo, la pioggia e si ammaestra volentieri
se ben trattato ( col rame si fanno rondelle speciali in casa,
mollette, guarnizioni, decorazioni, ecc); dal meccanico si chiederanno
valvole di motore vecchie, perche' sono, alla fine della vita
di un motore, dei comodissimi cacciaspine introvabili in commercio
o punteruoli rettificati, drittissimi e di acciaio durissimo
molto ben forgiato, basta adattarle un poco a mo' di punteruolo
o di punzone o di scalpello o come semplice spingi spine, sono
dei cilindretti che da una parte terminano ad ombrello e dall'altra
dritti, con la punta piatta, molto utili per quasi tutto; dal
vetraio ci si va solo per ottenere del materiale sul quale imparare...
un tagliavetri generico costa pochissimo ed anche uno non professionale
e' adatto per imparare a tagliare il vetro, tra gli scarti appunto
di un vetraio benevolo non sara' difficile procurarsi dei pezzi
gratis, facendo appunto poi prove a casa ( imparare a tagliare
decentemente il vetro aumenta da subito la propri autostima,
provare per credere ). Da dei pezzi adatti ( vetro da finestra
spessore 4 mm ) sarebbe utile ottenere sempre due quadrati da
almeno 10 x 10 centimetri, meglio ancora se da 20 x 30 da mettere
da parte... saranno molto utili per esempio con gli stucchi
epossidici o per copiare in trasparenza esatta delle dime, guarnizioni,
ecc. e gia' che siamo li'...un ciocchetto di stucco da vetraio
magari ? e' anche un'ottimo supporto per bloccare forme sfuggevoli
al banco. Dal falegname si cercano gli scarti-spessori di legno
per proteggere cio' che stringiamo tra e coi morsetti, dei ritagli
magari da squadrare con calma a casa, da 4 x 4 centimetri con
spessore 1-2 cm van gia' bene, almeno una ventina, ma non solo,
perche' se egli per caso usasse anche il tornio vi si aprirebbe
un'altro mondo ancora, provate. Dal gommista.... sembra impossibie
ma un'elastico pratico, di varie misure, robusto ed ad un costo
zero non esiste ancora, dal gommista basta chiedere con gentilezza
le camere d'aria di scarto, tagliatele radialmente con cura
con una buona forbice ed ecco dei morsetti insuperabili per
fissare provvisoriamente qualsiasi, delle cornici da imbastire
per esempio, Le stesse se tagliate a quadretti son ottimi tamponi
per i morsetti a difendere cio' che viene stretto. Ma poi e'
cosi' con tutto, perche' quello che comunemente diciamo essere
scarto o persino in qualche caso "spazzatura" in verita'
non la e'quasi, si tratta invece di Signor Semilavorati, tutto
ottimo materiale non utilizzato o non ancora ben utilizzato.
Guardo alle discariche con occhio allenato a scindere, esse
sono piene zeppe di tecnologia che in certi casi ci si rivolta
contro pure credo sghignazzando. Il vero artigiano riparatore,
tranne casi molto tecnici moderni, non compra pezzi di ricambio
se non e' preso per la gola, lui ripara, non e' un ricambista,
non dovrebbe esserlo, se infatti compra soltanto e sempre ha
il retro pieno di scatoloni con merce sigillata apposta di montagne
di gloriosi ferrivecchi spesso invece utili; se vedete cio'
questo vuole almeno dire che facilmente ve lo potete quasi sicuramente
riparare da soli. Parra' molto strano e poco praticabile questo
che ho appena scritto, ma prima o poi si dovra' pur mettere
in pratica personalmente cio' che si chiama ecologia, non basta
solo convenire che si deve, bisogna iniziare privatamente a
realizzarla... si risparmia anche ? siamo sulla buona strada
allora, rieduchiamoci ad utilizzare,
bene, fino in fondo e pensando bene, non a consumare
alla cieca, cancelliamola proprio questa parola ignorante (
che ignora, non conosce infatti ). E fine della rampogna, ma
io ve lo dovevo capitemi.

Quando
finisco di lavorare su qualsiasi efficacemente e' quasi sempre
merito anche di questo immergermi in "cosa" ho di
fronte, su chi lo ha fatto prima di me, su come e con quale
intenzione probabile, cio' alla peggio fa arrivare almeno prima
al problema da risolvere; il parallelo che ho fatto con uno
chassis di una console da gioco puo' gia' solo lui nel suo piccolo
dimostrare quanto sia utile il tutto anche se forse e' improbabile.
Prendete in mano qualsiasi prodotto tecnologico odierno e cercate
anche solo di ipotizzare un sistema per solo aprirlo, bastera'
anche solo riuscire ad ipotizzare come appunto farlo ( ma senza
romperlo e riuscendo poi a richiuderlo perfettamente, il che
e' molto diverso ovviamente ), per capire immediatamete che
qualcosa ci sfugge impietosamente nel nostro saper fare personale.
Ma tutto si puo' imparare se si vuole.
L'osservazione
insomma e' basilare prima di iniziare a far qualsiasi
e parte
del lavoro ben fatto.

PROCEDERE
O FRENARE
-
STIVARE,
GESTIRE ECC....
-
ATTREZZARSI
? 
-
IL
PROBLEMA PRINCIPALE
-
LA
SCALETTA 
-
IL
BANCO DI LAVORO
-
I
MATERIALI D'OPERA
-
I
MATERIALI DI "APPORTO"
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