Attrezzi base.
Le protezioni. Non saltate
questo paragrafo, perche' poi vi fate sicuramente del male,
fidatevi. Prima di tutto procurarsi degli occhiali, che
non sono quelli da sole e non sono di plastica o peggio
di vetro; devono essere di policarbonato od equivalente
e certificati/testati per le schegge di una mola elettrica,
chiedeteli di questa robustezza anche se non avete od usate
mai la mola elettrica, essi vanno tenuti sempre a portata
di mano, in un posto comodo ed aperto, mai nel cassetto,
meglio anzi se appesi in un punto dove danno fin fastidio
e con le lenti sempre ben pulite, perche' presi dal fare
poi ci si dimentica e gli occhi non si prestano molto a
restauri vari, abbiate vero timore di rovinarli quando fate
con le mani, sempre e se dovete lesinare sul costo di qualcosa
fatelo con altro, ma mai con le protezioni anti infortunio,
gli occhiali devono essere quindi non buoni, ma il meglio
in assoluto che ragionevolmente si possa trovare. Le mie
mani ringraziando gli Dei fan di tutto senza particolari
limitazioni, possono sistemare sia degli occhiali con vitine
minuscole, sia far l'amanuense col pennellino 0000, sia
abbattere col demolitore un soffitto, sia modellare il ferro
incandescente col martellone da 5 kili, ma tutto cio' possono
farlo al meglio proprio anche perche' le mie manine, che
son oramai grosse e robustissime son sempre " mani
", cioe' senza callosita' che ne riducono il tatto,
senza cicatrici orribili e senza deformazioni dovute all'uso
ed al consumo eccessivo delle stesse; la sensibilita' delle
mani e' importantissima e quindi anche se ci sentiamo un
Hulk se occorre una morsa usiamola, perche' gli sforzi non
giustificati con le mani si pagano sempre, se non subito
nel tempo sicuramente. Come quindi si puliranno bene gli
attrezzi curarsi le mani; consiglio inoltre di usare una
crema alla fine dei lavori che le coinvolgono di piu', io
trovo buonissima la Noxena neutra, magari poca ed appunto
alla fine, spalmata sulle mani leggermente umide. Le unghie
non tagliatele mai troppo corte, esse non ci crescono per
caso, anche nel 2000 se troppo corte poi diminuira' parecchio
il tatto sui polpastrelli; tenerle poi pulite solo per l'estetica
e' sbagliatissimo, qui i grassi ed i diluenti spesso concorrono
all'instaurarsi di infezioni o di pericolosi funghi. Non
sottovalutate mai che tra i vostri primi e piu' importanti
attrezzi diretti con la realta' ci sono loro : anche le
vostre Bellissime Mani, un dono anzi un miracolo della natura
direi. Un grambiale, anche piccolo, meglio se lavabile o
di pelle sarebbe anche un'atto di vera misericordia verso
vostra moglie od il portafoglio del vestiario, inoltre se
scappa un pennello o peggio uno scalpello si puo' ringraziare
profondamente di averlo indossato. Vendono delle mascherine
in tessuto usa e getta, quelle uso ospedaliero son le migliori
sopratutto perche' si possono cambiare spesso, che e' importante
per gli inevitabili germi che noi alimentiamo col respiro
e poi perche' son leggere, morbide e si adattano bene al
viso, costano anche poco; i polmoni salvaguardateli sempre;
per le mascherine contro i vapori bisogna vedere caso per
caso, il creare una buona corrente di ricambio aria e' gia'
un buon inizio per quasi qualsiasi lavorazione. Per i guanti
il discorso e' infinito, io per questi spendo cifre che
mi fanno a volte inorridire, ma ne bastano 3 tipologie,
un paio di pelle robustissimi e rozzi ci vogliono sempre
( presso gli edili o brico ), un paio al NITRILE, che resistano
percio' anche agli acidi e solventi anche forti ( generalmente
sono di colore verde ), ed una confezione di quelli in gomma
usa e getta, poi secondo le lavorazioni ma proteggersi le
mani e' basilare, anche per poter lavorare meglio e piu'
speditamente.


Un tal Battisti
ci ha tanto cantato del suo amico che con il cacciavite
faceva miracoli... doveva essere veramente bravo insomma,
per fare letteralmente i miracoli quindi non so ma per semplicemente
lavorare decentemente oggi non ne basta piu' uno, pero'
non fare le collezioni di questi e' saggio ed altrettanto
pratico.
Quindi dico 6 cacciaviti, non
di meno e non di piu'; si potrebbe forse prendere in esame
un cacciavite multifunzione ad innesto calamitato, ma quelli
veramente buoni di questo tipo non possono costare di listino
meno di 80-100 euro, poi fate voi, certo questi son molto
utili, io li ho di varie marche e fogge, ma non sono strettamente
neccessari per iniziare. 1
serie allora da 6 cacciaviti fissi, dei quali 3
a stella e 3 piatti.
I
primi 3 con la testa ad innesto a
stella ( tipo Philips gia' va bene ), partendo
da uno veramente piccolo, poi uno medio, per arrivare a
quello grosso. Il piu' piccolo dovrebbe poter efficacemente
innnestarsi su viti tipo mouse del pc, il piu' grande sulle
viti di un qualsiasi mobile, misurando l'innesto della punta
del cacciavite, da un ferramenta su una vite autofilettante
da truciolare, provate il cacciavite grande su una vite
da 6 x 100, quello medio su un'altra vite autofiletante
da 3 x 30, lui capira' subito e vi aiutera' anche con piu'
considerazione, in fondo iniziate a parlare la sua lingua,
provare per credere insomma.
I
tre cacciaviti ad innesto piatto
vanno considerati non solo per avvitare, ma anche per insinuarsi,
spesso far leva, raschiare, molto importante quindi, come
del resto per i primi 3 a stella, che siano non solo buoni,
ma ottimi, non lesinare mai e poi mai sui cacciaviti, devono
essere assoltamente professionali, il che non vuole dire
poterlo soltanto leggere sulla confezione o sul cacciavite
( anzi... diffidare a prescindere delle scritte " Professional
" belle stampinate sugli attrezzi, sempre e su qualsiasi,
tutto il veramente professionale sa gia' di esserlo e non
le spara grosse scrivendolo o stampinandolo appunto in bella
vista ), ma invece accertarsi bene che lo siano, acciaio
al cromo vanadio gia' va bene, se pero' son troppo cromati
puo' essere un'indizio a volte per sondare un po meglio
ancora, perche' insomma li hanno cosi' ben cromati se son
di gia' di buon acciaio ?; non e' assolutamente detto che
una marca nominata sia effettivamente buona, dimenticate
del tutto la pubblicita'nel comprare attrezzi manuali, anche
perche' non sempre le buone marche sperimentatissime sono
sempre poi buonissime produttrici proprio in tutta la loro
produzione, bisogna affinare l'occhio insomma, magari chiedere
a qualche professionista del cacciavite, un vecchio meccanico
per esempio. Una marca che sicuramente offre una buona qualita'/prezzo
ed e' abbastanza durevole e' la Stanley, ma attenzione :
produce anche una serie hobbistica che anche ben fatta consiglio
di non prendere in esame se volete affezionarvi ai vostri
cacciaviti, mentre la serie professionale puo' gia' andare
bene ( per sapere se e' quella chiedere, confrontare e chiedere
richiedere ancora ), ottima anche la marca Beta, andando
piu' sul fino troviamo la Pastorino, il top per me e' la
Bacho, qui mai avuto sorprese, il prezzo pero' subito sale
vertiginoso anche se e' giustificatissimo. Esistono poi
marche sconosciute ai piu' ma che offrono oltre ad una pari
onestissima qualita' anche delle particolarita' veramente
appetibili; ho per esempio una serie di cacciaviti apparentemente
insignificanti della Terrop ( di produzione francese ),
col manipolo color ambra giallina, sono cacciaviti che esteticamente
sembrano gia' vecchi quando li compro nuovi, ma guai se
ne perdo uno; oltre alla lor robustezza incredibile la ragione
sta nel fatto che essi hanno tutti il gambo-stelo del cacciavite
con lo stampo dell'innesto in continua.... per alcuni forse
parlo turco eh ?! allora guardare bene la foto sotto, si
comprendera' meglio quanto ho detto.

A volte insomma
capita di spuntare il cacciavite e ci tocca rifilarlo, l'usura
della punta poi e' un fatto normale se lo si usa parecchio,
se e' piccolo si finisce di trasformarlo nel tempo in un
punteruolo o peggio di doverlo buttare, si sa che capita;
se l'interessato ha il gambo tutto trafilato della stessa
forma dell'innesto si puo' limarlo con lime o meglio ancora
con la moletta elettrica, per darvi un'idea e' come temperare
una matita, il cacciavite e' sempre nuovo e fino all'ultimo
centimetro del suo gambo-stelo, e' trafilato in continua
appunto. Tali cacciaviti son rari ma vengono ancora prodotti,
ci si deve armare di pazienza e girare le attrezzerie, probabilmente
parecchie direi ma se si ha anche un po di fortuna qualcuno
li ha ancora e magari ce li cede anche a buonissimo prezzo;
l'hobbista " usa & getta" non sa apprezzarli,
ma noi si'. Dimenticavo : tutte le impugnature e quasi di
tutti gli attrezzi e' preferibile che siano nel possibile
non morbide, ma ben rigide, isolanti dall'elettricita' almeno
fino a 220 volt e sicuramente molto lavabili, idealmente
anche nei solventi tipo benzina e nitro, evitare nel possibile
la presenza sull'impugnatura delle strie, di bugne, di decorazioni,
di forme strane non giustificate dalla specifica "
ergonomico " ( cioe' progettato per non affaticare
o mettere in pericolo chi usa quell'attrezzo ), gli stemmi
vari poi son solo ricettacoli di sporco o promotori di vesciche.


Le pinze e dico nel generico
pinze ma non sarebbe corretto, e' un gruppo di 4 attrezzi
a parte, neccessari. Dico LE perche' ne occorrono minimo
4, vediamole. Una deve essere avere la foggia di una normale
pinza da meccanico, per dare un'idea deve assomigliare a
quella che ci ritroviamo nel set di soccorso della nostra
auto, ma un po piu' grande, comoda, ben manicata robusta
in plastica pesante, possibilmente non cromata, sicuramente
isolata dalla corrente a 220 volt come per i cacciaviti
e di acciaio temperato ovviamente; provare ad immaginarla
completamente piena di olio... mi scivolerebbe facilmente
di mano ?. La seconda e' il pappagallo regolabile; escluderei
a priori modelli del tipo da meccanico classico ed opterei
per un modello lungo almeno 25 cm, con becchi regolabili
a tacche a scatto ravvicinate; il pappagallo lo si associa
generamente all'idraulica, infatti deve poterla affrontare
ma e' comodo per una valanga di altre cose, spesso sara'
la prolunga delle nostre dita, ci servira' persino per cambiare
la pila all'orologio, deve quindi essere forgiato, preciso,
stabile nella presa, robustissimo garantito e neanche tanto
grosso di spessore. Consiglio un buonissimo Pastorino o
meglio ancora un Bacho, consiglierei il mod .8224 se possibile
( oggi distribuita da Sandwik ), eviterei la Beta o la Pastorino
in questo caso, non perche' non siano buone marche anzi,
ma bensi perche' sono con regolazione ad innesto, non con
lo scatto a molla e con passo di regolazione ravvicinato,
quindi robustissimi ma troppo dedicati alla meccanica pesante,
troppo specifici e non fanno per noi, sempre che nel frattempo
non ne abbiano prodotto uno come ho descritto. La terza
e' una chiave inglese, anzi una chiave a rullino... quando
infatti si dice "chiave inglese" spesso erroneamente
si pensa ad una di quelle chiavi a set dove vi sono tante
chiavi in grandezza a scalare, ogniuna con un'innesto di
una misura diversa, NON e' giusto, la vera ed unica chiave
inglese e' un'unica chiave robusta regolabile, attraverso
un rullino che apre o chiude due becchi paralleli, anche
loro di metallo robusto. Qui consiglio senza tentennamenti
ancora la marca Bacho-Sandwik, secondo me impareggiabile
in questo frangente. Sceglierne una che possa "prendere"
teste di viti normali con la testa ad esagono, quelle dell'auto
o della bici per intenderci, che possa almeno allargarsi
fino a 30 mm.( stampata sopra c'e' sempre la sua misura
massima di apertura ). Quasi tutte le tubature casalinghe
sono da mezzo pollice o da 3/4 di pollice con attacco/innesto
esagonale, quindi ok : ora oltre la bici e l'auto sono finalmente
anche loro avvicinabili. In accoppiata con il pappagallo,
la chiave a rullino ( la chiave inglese appunto ) costituisce
un vero punto di forza nel fare da se', ci vuole. Se poi
a questa misura se ne aggiungesse un'altra identica a rullino
pero' con apertura fino a 20 millimetri sarebbe anche meglio,
in quanto, dopo un po che si usa la chiave inglese, essa
prendera' inevitabilente e per quanto buona sia un minimo
di gioco e le prese sui passi piccoli ci interessano moltissimo,
speciamente con i piccoli elettrodomestici, coi giochi,
con le vitine dei mobiletti ecc. prendere in esame anche
questo ottimo investimento insomma.
La
quarta " pinza " e' una normalissima tenaglia
da muratore, non comprate questa nei grandi magazzini se
non avete pratica a distinguere l'acciaio buono e ben forgiato,
fatelo invece solo presso un magazzino edile, la pagherete
il giusto e tagliera' piu' di qualsiasi altra per lungo
tempo.

Il martello. I martelli e'
risaputo che servono principalmente per pestarci ottimamente
le dita e per devastare quasi tutto...
sceglierne
sempre uno sui 250-300 grammi, se manicato completamente
in resina piena e' meglio, in quanto oggi son di plastica
piu' durevole di un tempo e fatto importantissimo : sigillati
di testa finalmente da fidarsi, scegliere un modello da
semplice meccanica, con una penna piatta da una parte e
quadra dall'altra, il classico martello che usano un po
tutti. Se di legno nel manico, badare che l'essenza del
manico non sia di legnaccio, minimo il frassino o meglio
ancora l' hicory; il comune manico di faggio oggi e' stagionato
per modo di dire, non lo stagionano piu' lo seccano violentemente
nei forni e quindi stare attenti, sopratutto alle venature,
che devono essere perfettamente dritte, compatte, pastose,
esenti da qualsiasi difetto od "occhio" ( il segno
classico rotondo piu' scuro lasciato dalla radice dei rami
sul tronco di provenienza ). Se poi sempre dal magazzino
edile ed a buonissimo mercato si compra anche una mazzetta
da 400 grammi da muratore, modello classico quadro e liscio,
sempre manicato in plastica, poi vi stupirete di non avere
solo un bella mazza per rompere di tutto con gran risultati,
spianare o piegare quasi tutto, ma anche un'ottima base
rettificata per i piccoli lavoretti, come un piccolissimo
incudine efficacissimo, ma non solo, un peso col manico
e' molto utile averlo sempre pronto.

La sega o LE seghe a mano.
Un buon seghetto per ferro ad arco
da meccanica va benissimo, prenderlo di misura media
piu' comune, badare in questo caso piu' alla lama, ne esitono
veramente tante e di diverso impiego; fermo restando l'uso
generalmente indirizzato al metallo la Sandwik produce un
tipo di lama flessibile adatta anche per acciaio inox, costa
un poco di piu' ma durera' anche moltissimo di piu', ne
basta quindi anche una sola di scorta, ma e' meglio prenderla
subito insieme al seghetto, noi siamo prudenti. C'e' inoltre
in commercio un manipolo interessantissimo
ed anche una volta tanto economico per queste lame, per
potere usare questa lama senza archetto; questo manipolo
non e' altro che una impugnatura che blocca a se' saldamente
la lama sega e la rende adatta da usare come un coltello,
cio' permette di tagliare in luoghi ciechi, dove il seghetto
ad arco non potrebbe, inoltre permette tagli con la lama
flessa di fianco, cosa utilissima coi mobili, con vitoni
idraulici corrosi ecc., il seghetto da meccanica prenderlo
buono, robusto naturalmente ma non masiccio o pesantissimo,
ci durera' per sempre e sara' utilissimo. La vite di tensione
del seghetto ad arco da meccanico se ha la farfalla robusta
e non stampata di lamierino concavo e' molto meglio. Le
seghe per legno sono di varia forma ed utilizzo, anche in
base al fatto che oggi spesso non tagliano piu' solo il
legno ma anche le plastiche, i compositi, le masoniti, in
qualche caso anche l'alluminio e sempre piu' o meno con
la stessa dentatura. Un'altra sega detta "saracco"
con dentatura medio/medio-fine puo' andare bene ( e' una
lama che finisce a punta acuta e che si infila un po ovunque
), direi una Sandwik o Stanley, badare che il manico se
svitabile puo' fare risparmiare qualcosina con le lame nuove
prese a parte e singolarmente od a set, ma in ogni caso
la lama in genere si puo' sempre "allicciare"
no' ?( vuole dire rifare il filo ai denti della lama sega,
basta una limetta daltronde ). Aggiungiamo una sega a "
dorso " ? e' comodo averla
in effetti, nel caso si tratta di una lama di forma semi-rettangolare,
dotata di discreta rigidita', cosa che le consente di non
flettere e deviare nei tagli, ( prodotta ed ottima per il
legno ) insostituibile per cornici e tagli a squadra, se
ci fosse sarebbe meglio.

Gli scalpelli . Ne occorrono
sempre e per cose che non avremmo mai potuto immaginare.
Presso il solito magazzino edile prenderne uno
a stilo piatto ed uno a punta aguzza quadra ambedue da elettricista,
il venditore capira' subito cosa volete se direte :"
mi serve per incassare una piccola scatoletta elettrica
nel muro ",deve essere assolutamente temperato e non
dite altro, sceglieteli lungo almeno 20 centimetri, il resto
vien determinato da se'. Il terzo scalpello e' da
meccanico e sempre di buon acciaio temperato, recarsi
quindi presso un'attrezzeria meccanica; piatto, lungo 6-10
cm circa, largo sulla punta piatta max 20-30 millimetri,
angolo di taglio ottuso ma casomai lo rivedremo poi a casa
noi con la moletta. Infine due scalpelli
da legno ambedue a taglio piatto; se il manico e'
di resina e' molto meglio a meno che vogliate cimentarvi
nell'intarsio, perche' allora son molto meno faticosi ed
efficaci da usare quelli corti e manicati in manico corto,
a pera e di legno ( di bosso od ulivo od olmo son i migliori,
ma anche di buon faggio puo' andare ). Il primo largo sul
taglio massimo mm.5, il secondo almeno 30 millimetri, questi
contrariamente a quello detto per altro sopra guardate che
siano di buona marca ( della Stuba o della Goldberg magari
? ). Tenere presente che i fulgidi e completissimi set di
scalpelli regalati a pochi euro finiscono presto nel cassetto
del disuso, penso che si possa benissimo immaginare il perche'...
meglio allora solo due, ma veramente ok, si usano spesso
anche per il restauro, per rifinire, pulire, lamare, tagliare
e tantissime altre " affilatissime ". Ricordatemi
per favore di scrivere una paginetta su come si affilano
da panico. :)


Le lime. Stesso discorso del
set semplice ed efficace, quindi 3
per il ferro e 3 per il legno,
ogni set da 3 dovrebbe essere composto
da : 1 lima piatta parallela, 1 piatta e tonda ed una a
coda di topo quindi tonda ; se per le lime da ferro
io le consiglio tutte con una grana medio-fine, per il legno
sarebbe meglio, anche per importanti risparmi di spazio
e denaro, sceglierle a grana grossa, molto grossa; cio'
perche', almeno inizialmente, il ferro si lavora a tirarlo
lucido e ben rifinito anche con una grana media, mentre
per il legno utilizzeremo per sgrossare quelle che abbiamo
a grana grossa e poi per rifinire useremo quelle da ferro,
che daranno una finitira ottima, eventualmente ulteriormente
perfezionabile con la carta a vetro, mentre per il ferro
non si puo' assolutamente fare la stessa cosa, rovineremmo
per sempre le nostre lime da legno, che invece devono rimanere
sempre belle taglienti; ricordare cio' col truciolare e
con i legni compositi, perche' a volte e' meglio iniziare
da subito con lime da ferro, ci si mettera' di piu' ma si
salveranno i fili di taglio preziosissimi delle nostre lime
da legno, che useremo naturalmente solo per il vero legno
nel possibile.

Le spazzole. Per le lime occorre
sicuramente una spazzola con i fili
di ottone, diversamente rovineremo le lime, bisogna
anche pulirle alla fine delle lavorazioni, specialmente
col legno fanno poi la ruggine se non si puliscono e quindi...
Esistono delle spazzole sintetiche
robustissime ed efficaci oltre che di lunga durata, consiglierei
caldamente 3 spazzole, una
morbidissima con manico tipo cacciavite, una media che sia
leggermente rigida ed infine una veramente robusta ed abrasiva;
inoltre una con fili di acciaio
sarebbe consigliabile averla, col manico sempre ben fissato
ovviamente.

Punteruolo. Il punteruolo classico
da falegname va bene, e' a punta a sezione quadrata, spessore
circa sul gambo di circa 8 mm, attenzione non punta tonda;
la differenza parrebbe minima ma come sempre noi pensiamo
sempre di riuscire ad avere piu' robustezza in tutto ed
a fare piu' cose sempre con lo stesso attrezzo, quadrato
e' innanzututto piu' robusto infatti, un gambo da 8-10 mm
quadro e' poi per esempio un'ottimo pomolo per aprire provisoriamente
ed agevolmente una porta senza maniglia...ma non solo, ottimizziamo
quindi. Ne riparlero' dei punteruoli e dei cacciaspine in
genere, perche' esistono sia molti usi e sia molte diversita'
di questi; i migliori punteruoli son sempre quelli che ci
costruiamo o modifichiamo noi, ricordarlo sempre.

I morsetti. Coi morsetti ci
si puo' impoverire sia nel portafoglio che nello spazio.
Qui bisognera' fare una scelta che guarda nel futuro, nel
senso che gli attrezzi simili e' sempre consigliabile
unificarli sia per qualita', sia nella loro potenza
e sia anche per l'estetica, quest'ultima poi parrebbe una
vera fissa ma non e'; cio' non sempre e' valido nell'ecclettico,
ma nel caso dei morsetti siamo ad un bivio importante che
spiego subito. Il morsetto in se' stringe, lo si sa', ma
e' meglio avere scorte di forza ed escursione a discapito
della maneggevolezza e del peso o e' meglio avere stringitoi
anche di plastica, ben fatti e di minore potenza, quindi
anche piu' leggeri da usare ?. Se si prevede di fare qualcosa
di falegnameria consiglio di indirizzarsi da subito verso
un piccolo set in metallo, i classici pesanti da falegnameria,
meglio se con le cuffie di plastica asportabili sui loro
becchi di pressione, in quanto se li hanno e' piu' agevole
lavorare con materiali che si segnano facilmente, inoltre
si possono traquillamente usare anche per serrare pellame,
carta, parti meccaniche, improvvisare morse efficaci in
giardino, come anche dentro un bagagliaio di un' auto, nel
fai da te capita veramente di tutto. I morsetti o stringitoi
servono molto piccoli, leggeri e molto regolabili al millimetro
nel caso del modellismo, nel caso regolarsi con questa semplice
ed a spanne ma efficace regola : pezzo
= 1 cm ? strettoio con apertura, badate APERTURA non lunghezza,
da max da 5 cm. I morsetti non bastano mai, non si
puo' comprarli in blocco se non si usano continuamente od
a livello professionale, quindi pensare bene, perche' e'
veramente odioso ritrovarsi poi con mille morsetti diversi
appesi, sconsolante e dico anche veramente poco pratico
alla fine, anche perche' questo tipo di attrezzo, col tempo,
si impara a conoscerne i limiti ed e' importantissimo se
non a volte determinante prenderne uno al volo ed usarlo
ancora piu' velocemente, senza neanche guardare quasi a
quale si prende.


Le macchine elettriche. In
questo campo, il fai da te e l'artigianato specialmente,
bisogna stare molto attenti, vale non solo la regola dell'ottimo
e nel possibile duttile nei suoi servizi, ma anche quella
di prendere sempre in esame che le macchine vanno in genere
bene solo per quello che non possiamo assolutamente fare
direttamente con le nostre mani e gli attrezzi manuali appunto.
Va da se' che un trapano elettrico e' determinante per molte
cosette che non si riescono assolutamente a fare come avendolo,
ma fatto salvo il trapano, non mi spingerei oltre se si
inizia ora a fare da se', specialmente se nell'artigianale
cio' e' persino controproducente, perche' prima di saper
fare un buco perfetto con una macchina e' meglio saperlo
realizzare con un semplice succhiello, cioe' una specie
di cacciavite con la punta che avvitando fa buchi efficacissimi,
si trovano di varia misura, secondo la sua grandezza, li
vendono e costano pochissimo; prenderli casomai robusti
pero', un paio bastano ed avanzano. Se si prevede di far
buchi nei muri o nel ferro allora e' molto meglio comprare
subito un trapano comunque. Un buon trapano non si giudica
mai dai watt, come per gli aspiratori del resto; sintetizzo
i punti importanti da considerare... che prenda punte almeno
fino a 10 mm, meglio ancora se fino 13 mm; che abbia il
"reverse", due velocita' variabili sarebbe ottimo;
che abbia la percussione per i muri e tasselli. Non dimentichiamoci
del cavo poi, parrebbe forse fin maniacale ma se il cavo
di alimentazione e' sotto i 3-4 metri stortiamo il naso,
inoltre se la guaina del cavo elettrico fosse a base gomma-neoprenica
avremmo : primo---un cavo di alimentazione che resiste a
quasi tutti i silventi ed acidi, secondo---un cavo che resiste
molto bene all'eventuale calore e ter<o---il neoprene
e' elastico, flessibile, parzialmente antiabrasione e robustissimo,
cioe' se vediamo un qualsiasi elettroutensile con quel tipo
di cavo vuole dire che a prescindere dal resto di solito
siamo gia' sulla buona strada. Gia' con una potenza 500-600
watt con un trapano si lavora non male. Un'attrezzo poi
che per chi ha gia' un minimo di pratica consiglierei e'
un bel Proxxon; si tratta di un manipolo elettrico che ricorda
simpaticamente un lavadenti elettrico, e' un porta frese
elettrico piccolo, leggero, agile, discretamente potente
e multifunzione, la marca Proxxon ritengo sia la migliore,
ma anche la Dremel costando anche meno non e' male anche
se meno preciso e duraturo. Il Dremel gira di picco piu'
veloce ed e' leggermente piu' potente ma scalda prima e
se usato pesante presto cedera' nei cuscinetti dell'albero,
il Proxxon gira di picco meno, ma avendo cuscinetti precisissimi
( c'e' un modello coi cuscinetti all'argento molto durevoli
e precisi ) e corpo in fusione di alluminio... insomma e'
un professionale mica per nulla; il Proxxon costa dal doppio
al sestuplo di qualsiasi altro, quanto si prevede di usarlo
?. Evitare i modelli ricaricabili, meglio il 220 volt. Gli
accessori per questi manipoli elettrici sono vari, generalmente
intercambiabili anche fra le marche e praticamente infiniti,
anche per la qualita'. Gli accessori proxxon secondo me
sono ancora pero' i migliori, subito dopo la Dremhel e poi
qualsiasi, dipende anche da cosa si deve fare... per rifinire
una bocchetta di serratura per esempio va benissimo anche
una mola da 10 centesimi, per un trenino, una stanghetta
di occhiali od un servo micro di radiocomando certamente
no', perche' vi sono oscillazioni imprecise e pericolose,
sia per il lavoro in se' che per noi le nostre dita ed i
nostri occhi. Gia' che siamo sull'argomento, tenete sempre
presente che usando questi attrezzi elettrici, per quanto
piccoli essi siano, possono invece arrecare a noi ed alle
cose danni tremendi, alla pari e peggio a volte dei loro
fratelli elettrici molto piu' possenti da cantiere, usare
nel possibile i guanti di pelle e sempre, assolutamente
sempre gli occhiali di protezione testati anti infortunistici;
la velocita' periferica di una moletta che gira a 22.000
giri non spara letteralmente solo polveri che incidono persino
gli occhiali di protezione, se si dovessero infatti spaccare
anche solo dei pezzettini di mola abrasiva o peggio dei
dischi da taglio, questi verrebbero proiettati come appunto
piccoli proiettili taglientissimi verso non si sa dove,
e' piu' che una possibilita', non dimenticarlo mai, perche'
prima di quando ci si aspetti accade, specialmente quando
li si usa le prime volte e' pericoloso per gli occhi specialmente.
Vi sono una miriade di elettroutensili utili, ma rimando
questo discorso ad un link che non c'e' ancora e che non
so ancora neanche se lo editero', lavorando anche con quelli
e per tanti anni poi se ne capisce il perche', in ogni caso
li menziono qui senza troppo approfondire, partendo in testa
scaletta da quello che a me sembra nel caso il piu' "neccessario".

ASPIRATORE
Un normalissimo Bidone Aspiratutto della Alfatec a 220 volt
gia' basta. Non fate la fesseria di guardare i WATT, a parita'
di consumo in watt capita che aspiratori diversi e meno
ingordi di corrente elettrica " succhino " anche
parecchio di piu' di altri, quella dei " tanti watt
" e' una trovata pubblicitaria tra le piu' disinformative,
la potenza di un'aspiratore infatti si misura in laboratori
appositi e sulla potenza della colonna d'acqua sollevabile,
quindi se si parla di efficacia in aspirazione si guarda
non certo ai watt assorbiti, che rispecchiano solo i consumi
di corrente elettrica per far girare un motore, ma a come
vengono usati attraverso le ventole, gli ingranaggi ed in
sintesi nella sua progettazione globale di fluido-meccanica
semmai... il bidone aspiratutto Alfatec alza la sua brava
colonnina d'acqua fino a 120 cm... piu' che onesto direi
e con quel prezzo poi diventa ottimo se osserviamo i suoi
watt decentissimi assorbiti, usandolo aspirera' spesso di
piu' consumando molto meno. Non sottovalutiamo inoltre che,
come spesso anche altri aspiratori simili, puo' anche aspirare
liquidi, puo' soffiare, il che' apre a progettazioni casalinghe
come compressore, quindi anche un gonfiatore od uno spruzzatore
a bassa pressione, volendo anche per verniciature ( sempre
a bassa pressione ), persino come aspiratore di fumi da
convogliare fuori casa, quando si salda, si stagna o si
vernicia ( nel caso usarlo solo con esalazioni di vernici
senza solventi infiammabili , state attentissimi a questo
), e moltissime altre, oltre che ad una ovvia pratica e
velocissima pulizia, che e' poi quello a cui si pensa principalmente
con questo attrezzo utilissimo...
TRAPANO
ELETRICO ( consiglio
il Bosch, serie BLU se con battente e' meglio, da 220 volt
)
COMPRESSORE
( il tipo normale anche un 10 o 25 litri lo si benedice
sempre di averlo, se in casa e' meglio un modello TOROICO,
a ciambella, piu'silenzioso e stivabile )
AVVITATORE
A BATTERIA ( ottimo anche con potenze basse se di
buona produzione, cioe' da 7,6 o 9,6 volt, consiglio di
prenderlo con 2 batterie. Buoni Bosch verde, per me ottimi
: Festo, Makita e DeWalt )
MOLA
A SMERIGLIARE ( Bosch serie BLU-meglio ancora Rupes
o Makita- 220 volt. con mola con diametro 125 e' duttile
nel suo uso anche per lavori pesanti, il diametro mola da
115 e' il modello base). Nella vastissima offerta di tipologie
in fatto di grana del disco mola e del suo uso ci si perderebbe
a descrivere, consiglio di sfogliare furiosamente i cataloghi
di questi dischi, rimarrete sorpresi di quanto e di cosa
viene prodotto... di fatto oggi si puo' chiedere di fare
veramente di tutto alle mole, informarsi per credere.
SEGHETTO
ALTERNATIVO ( Bosch serie BLU ( il famoso "scintilla"
non tradisce mai ) - oppure Makita, Festo, Rupes,DeWalt,
tutti a 220 volt )
SALDATRICE
AD ARCO ( Telvin per esempio e' una
marca seria ma ve ne sono tantissime affidabili a buon prezzo
semi-professionali, oggi poi esistono gli INVERTER efficacissimi
e leggerissimi da trasportare)
FIAMMA
A GAS
( dagli edili, gli usa e getta possono andare bene, ma bisogna
vedere quanto li si usa, e' un problema principalmente di
comodita' relativo alla durata del gas. Con bombola a gas
ricaricabile da max 3 kg, con canna e becco il piu' piccolo
possibile, regolabile nell'erogazione gas ovviamente andiamo
bene per quasi tutto nel medio leggero....per questa tipologia
ricaricabile andare sicuramente dagli edili, ma anche dai
brico e' ok, guardare che il tubo di alimentazione gas sia
collegato bene, che non sia scaduto o troppo corto, meno
di un metro e mezzo puo' diventare veramente pericoloso
)
SEGHETTO
A GATTUCCIO ( da meccanico, assortimento lame anche
per legno, qualsiasi che sia bello pesante a 220 volt, nei
brico lo si paga 10 volte meno e cinese, essendo un'elettroutensile
solitamente pesantissimo e rozzo gia' basta se non gli si
chiede di tagliare putrelle d'acciaio ogni giorno; durera'
in genere anche 10 volte meno ? ovvio ma che si pretende
ragazzi ?!). In ogni caso molto utile.
LEVIGATRICE
A NASTRO ( qualsiasi
anche economicissima funziona decentemente 220 volt, ne
ho anche una da battaglia...33 euro alla Lidl... ottimo
rapporto qualita' prezzo, ma non e' una Makita ovviamente)
LEVIGATRICE
ROTORBITALE (
Bosch SERIE blu, Festo qui e' la migliore insieme alla Rupes,
tutte a 220 volt )
FRESATRICE
PER LEGNO ( Bosch serie BLU ottima - Festo - Rupes,
tutte a 220 volt )
MOLA
DA BANCO DOPPIA ( almeno 1/4 di cavallo, persino
la Valex da 30-50 euro va bene, 220 volt )
TORNIO
( il tornio, paralelo da meccanica, da almeno 150 cm , qui
anche un impreciso e rozzo modello cinese alla fine ci "
apre " ad essere veramente quasi indipendenti, pensateci
insomma, 220 volt. Quelli per legno se semplici costano
veramente poco, ma attenzione : poi fara' una valanga di
trucioli e polvere a casa nostra, obbligatorio un luogo
da poter isolare e l'aspiratore da laboratorio cioe' minimo
altri 180-350 euro, sic !!! )
DEMOLITORE
( sconsiglio quelli oleodinamici, meglio elettropneumatici,
memo potenti ma eterni, inoltre se si guastano le guarnizioni
non perdono olio pestifero, tutti a 220 volt, quelli dei
brico da 35-80 euro picchiano non male ma a me durano quasi
sempre una stagione e poi " ciao "...un buon professionale
medio costa da 900 euro in su, gli scalpelli aggintivi secondo
il tipo costano da 20 a 60 euro cad. e sono a parte, sappiatelo
Di
macchine per il lavoro ve ne sono tante altre naturalmente,
ma sono quasi sempre le specializzazioni o le variazioni
di queste descritte brevemente sopra.
PRIMA
DI TUTTO PENSA CON LE MANI :)
